Auguri

giovedì 25 dicembre 2014

Buon Natale!
Sono stata parecchio assente sul blog in questo mese a causa di lavoro, famiglia, impegni vari... ma non potevo mancare oggi per lasciare i nostri auguri per un sereno Natale a tutti voi. Il Natale è la festa da passare in famiglia.. auguro a tutti voi di passarla insieme alle persone che amate.
Eccoci tutti insieme....




Somedays at Christmas

domenica 7 dicembre 2014

Siamo entrati nel periodo dell'anno da me preferito in assoluto: dicembre! L'ho sempre così adorato che ho convinto mio marito anche a sposarci in questo mese (tra poco sarà il nostro secondo anniversario) anche se di solito non è proprio un mese considerato dai più adatto ad un matrimonio. Ma ci importa qualcosa delle convenzioni sociali a noi? Importante è fare ciò che ci rende felici!

Tornando a dicembre. Non è solo il Natale, le feste, le vacanze che lo rendono così speciale secondo me.

E' che siamo alla fine dell'anno, tempo di bilanci e questo mese ci aiuta a riconciliarci un po' con tutto ciò che abbiamo vissuto di bello e di brutto in quest'anno e ci traghetta con magia verso l'alba di un nuovo anno che si pensa, si spera, sarà sempre migliore.

E' che viene sera presto, alle 17 è già buio è bello stare in casa accoccolati con la propria famiglia e condividere un the caldo alla luce di candele accese.

Biscotti di Natale 

E' che si respira un'aria di festa, ma che non c'azzecca (almeno secondo me) con soldi da spendere e negozi, ma con il pensare per tempo a dei piccoli regalini da fare alle persone a cui si vuole bene, possibilmente hand made.

E' organizzare momenti con la famiglia, con le amiche, per vedersi, salutarsi, scambiarsi baci, auguri, regalini.

E' che la casa viene addobbata di gioiosi oggetti natalizi, che tra rosso, oro e tante lucine rendono tutto molto magico e speciale.

E' che non c'è niente di più bello che vivere la festa con i bambini, con il proprio bambino. Noi siamo una famiglia giovane, che non ha ancora tradizioni consolidate, ma io sono consapevole che ogni gesto fatto con il cuore, pensato per mio marito e mio figlio, da condividere e da ripetere nei momenti speciali, è quel gesto che diventerà un rito, una tradizione che aiuta ed aiuterà a consolidare il nostro legame e che rende la nostra famiglia appunto la "nostra". E allora via alla produzione di biscotti natalizi con cui riempire piccole manine presto appiccicose di zucchero a velo, via all'allestimento dell'albero di Natale e del Presepe il primo week end di dicembre, via al pranzo natalizio dalla nonna o a preparare caffelatte e biscotti per Babbo Natale la notte tra il 24 e il 25.
Se penso ai miei natali da bambina sono proprio le tradizioni della "mia" famiglia che ricordo con più piacere e con un filo di nostalgia: mio papà emozionato durante l'allestimento dell'albero e del presepe, farli solo ed esclusivamente il giorno 8 dicembre, la cioccolata calda della mamma la mattina di Natale, il pranzo natalizio con i nonni.. Ecco, mi viene da piangere.

I riti, le tradizioni sono importanti per i bambini, aiutano a dare serenità e senso di appartenenza e da grandi saranno dei ricordi più indelebili della montagna di regali che possiamo fare loro. Questo e regalarli tutto il tempo che possiamo, dedicandoci con amore e dedizione a seguirli il più possibile sono i regali che consiglio a tutti di fare ai nostri bambini!
Buon dicembre magico amici!


Buoni i biscotti della mamma! 



Biscotti di Natale 
Prima ed importantissima cosa: ci vogliono delle formire adatte... natalizie. Io negli anni ne ho accomulate diverse a forma di: renna, abete, pupazzo di neve, befana, stella... ce ne sono un'infinità nei negozi specializzati.

Ricetta:
200 gr di farina 00
100 gr di farina di riso
100 gr di zucchero
150 gr di burro
1 uovo
1 pizzico di sale
qualche goccia di essenza di vaniglia
zeste di limone

Prima di tutto mescolare gli ingredienti farinosi: la farine, il sale e lo zucchero. Aggiungere il burro freddo tagliato a pezzettini, l'uovo, la vaniglia, le zeste. Amalgamare bene.
La frolla dovrà riposare almeno mezz'ora in frigo.
Dopo il riposo stendere con il mattarello la frolla e darci dentro con gli stampini!
Cucinare a 170° con forno ventilato per 10 minuti, altrimenti a 180° con forno statico. Spolverare di zucchero a velo.


A piedini nudi, in pigiamino... correre emozionato a vedere l'albero appena fatto dal papà.. 
il Natale è ancora più magico visto con gli occhi di un bambino!




25 novembre: giornata contro la violenza alle donne

lunedì 24 novembre 2014

Oggi è la giornata contro la violenza alle donne. Finalmente posso essere sincera e ricordarla come meglio credo questa ricorrenza. Per 5 lunghi e faticosi anni, tutto il tempo dell'incarico politico amministrativo che ho ricoperto fino al giugno scorso (un'altra vita, un'altra Elena, anche se è passato poco tempo... mi pare veramente una vita fa), ho dovuto-voluto ricordare questa data con tanta retorica: documenti, sedute in aula, rappresentazioni teatrali, conferenze. Quest'anno la voglio vivere diversamente, alla mia maniera, io che mi ritengo una femminista "morbida".. riportando qui, nel mio angolo di mondo web, una delle poesie più belle scritte dedicate alle donne e la foto  ricordo di una donna eccezionale: Frida Kahlo. Che c'entrano queste due cose? Sia la poesia, sia Frida, sono esempi di donne che non si arrendono nonostante tutto, perché questa è la forza delle donne: la resilienza. Anche nei momenti più difficili, nei casi di violenza fisica o psicologica, quando vieni messa da parte nel mondo del lavoro perché donna, quando sei abbandonata magari sola con un figlio.. Le donne sono capaci di tirar fuori forze inimmaginabili, un coraggio da leonesse. 
Sempre viva le donne. 


Donne in rinascita di Jack Folla 

Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita.
Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta.
Che uno dice: è finita.
No, non è mai finita per una donna.
Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole.
Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia.
Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l'esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola.
Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare.
Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai.
E sei tu che lo fai durare.
Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo; che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s'infiltri nella tua vita.
Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane.
Sei stanca: c'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto.
Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa.
Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre: "Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così".
E il cielo si abbassa di un altro palmo.
Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasqua.
In quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima ed è passato tanto tempo, e ne hai buttata talmente tanta di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio perché non sai più chi sei diventata.
Comunque sia andata, ora sei qui e so che c'è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento.
Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine.
Ed è stata crisi, e hai pianto.
Dio quanto piangete!
Avete una sorgente d'acqua nello stomaco.
Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino.
Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo.
E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l'aria buia ti asciugasse le guance?
E poi hai scavato, hai parlato, quanto parlate, ragazze!
Lacrime e parole. Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore.
"Perché faccio così? Com'è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?"
Se lo sono chiesto tutte.
E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli. Un puzzle inestricabile.
Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi?
E' da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai.
Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti.
Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te.
Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa.
Non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa.
Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente.
Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel.
Parte piano, bisogna insistere.
Ma quando va, va in corsa.
E' un'avventura, ricostruire se stesse.
La più grande.
Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli.
Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo "sono nuova" con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo.
Perché tutti devono capire e vedere: "Attenti: il cantiere è aperto, stiamo lavorando anche per voi. Ma soprattutto per noi stesse".
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia.
Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre.
Quando meno te l'aspetti...


11 novembre, San Martino

martedì 11 novembre 2014

A Venezia abbiamo la tradizione di festeggiare il giorno di San Martino, l'11 novembre. 
I bambini girano per la città con una mantellina (in ricordo del mantello che San Martino donò ad un povero, trovate qui i dettagli della leggenda) facendo "baccan" (rumore) con pentole e coperchi cantando una filastrocca che fa così "San Martin xe nda’ in soffita a trovar ea so novissa, so novissa no ghe gera san Martin casca par tera, e col nostro sacchetin,cari signori xe san martin, fora el soldin!". Le persone che incontrano i bambini per strade sono invitate a lasciare nei loro sacchettini dolcetti o monetine. Insomma una specie di "hallowen" ante litteram

Bambini che "batono San Martin" - dal sito venessia.com

Ma se questa è la parte dei bambini, c'è una cosa che accomuna grandi e piccini in questa festa. Tutti quanti gustiamo con gioia il dolce di San Martino, un dolce di frolla che raffigura San Martino a cavallo. Molti lo preparano a casa, i più lo comprano nelle pasticcerie e nei panifici della città. Le loro vetrine in questo periodo dell'anno sono letteralmente ricoperte di dolci di San Martino di ogni dimensione. 

San Martini nelle vetrine - dal sito venessia.com

Da alcuni anni ho acquistato la forma di San Martino e mi diletto io a prepararlo per me e tutti i miei cari... ossia uno per noi, uno per mia mamma, uno per mia sorella, uno per i suoceri. Inizio qualche giorno prima a fare i primi e poi man mano sforno anche gli altri. 
Anche se non si ha la forma a disposizione, si può fare come ho sempre fatto io in passato: si disegna la forma su un foglio e con il coltello si taglia la pasta frolla! 

Ecco la prima "infornata" di quest'anno. 









La ricetta di San Martino - dolce tipico Veneziano 

Per la frolla ho usato: 
500 gr di farina
250 gr di zucchero
250 gr di burro
4 tuorli d'uovo
1 bustina di vanillina
1 pizzico di sale
zeste di limone 

Ho mescolato inizialmente tutti gli ingredienti "farinosi": farina, zucchero, sale, vanillina. Ho aggiunto successivamente gli ingredienti "grassi": il burro freddo tagliato a pezzettini, i tuorli uno alla volta. Infine le zeste di limone. Ho amalgamato bene e messo in frigo per mezz'ora l'impasto. 

Ho steso un pezzo di frolla sul tagliere di legno ma non troppo fina, un po' spessa. Ho tagliato la forma con lo stampo. Ho messo a cucinare così il "biscottone" per circa 10 minuti a 180°. 

Ho tirato fuori il San Martino dal forno e ho preparato la glassa. 

La glassa l'ho fatta così: 
2 buste di zucchero a velo, qualche goccia di acqua. Ho mescolato velocemente finché lo zucchero non si è ben addensato creando una specie di crema. 

Ho messo lo zucchero in una sac a poche e ho decorato il San Martino. Sulla glassa ancora fresca ho posizionato confetti di cioccolato e caramelline. 

Ho poi fatto un altro San Martino al cioccolato, con la stessa ricetta ma, dopo la cottura e prima di mettere la glassa, l'ho ricoperto con una tavoletta da 100 gr. di cioccolato fondente fuso. 



Mangiare è una necessità. Mangiare intelligentemente è un'arte - F. de La Rochefoucauld

domenica 9 novembre 2014

Oggi mi dedico ad un post diverso dal solito... ma in linea con la filosofia di questo blog: parlare solo di cose belle, che piacciano a me e che, spero, possano piacere anche ad altri. 

Oggi voglio parlare di un delizioso ristorantino dove io e mio marito andiamo per essere coccolati e gustare ottimo cibo. Il locale è l'Osteria Dai Consorti di Mirano (Venezia) ed è gestito da un vero e proprio restaurant man, Paolo. Un tipo in gamba che ricorda, come modi simpatici e grande conoscenza del buon cibo e del buon vino, il restaurant man più famoso al mondo: Joe Bastianich. Paolo ti accoglie nel suo locale in modo che capisci subito che per lui non è solo lavoro, ma passione per far stare bene le persone quando "sono nelle sue mani", offrendo loro un luogo raffinato ma molto accogliente, caldo. 




Quello che mi piace di Paolo è che in cucina ama scommettere su chef giovani, preparati, a cui piace provare e sperimentare nuovi piatti. Impossibile trovare sempre le stesse cose, non c'è niente che troverete da altre parti. Non è facile inventare cose nuove in cucina, sembra che ci sia stato già detto e fatto tutto. Ed invece no, venendo qui scoprirete il perchè. 



Ma com'è questo cibo? Sublime, squisito. Il menù è tutto di pesce e viene cambiato all'inizio di ogni stagione per seguire la stagionalità degli alimenti. Troverete sempre alimenti freschi, di qualità, a km zero, pane e pasta fatti in casa. 

A voi le foto del nostro pranzo di ieri. Con il pupo dai nonni, abbiamo passato due ore così piacevoli che... se decidete di andare a provare anche voi con mano ciò che ho cercato di esprimere a parole.. beh in quel caso... fate un fischio che veniamo anche noi! :)

Enjoy! 


Vino bianco Ribolla Gialla 




Il primo piatto che ho mangiato io.... "Ravioli di branzino su salsa al pane e bottarga" 





Il primo che ha mangiato Luigi "Strozzapreti al ragout di ombrina e chiodini" 





Il mio secondo (richiesta però da me solo metà porzione... il piatto vero sarebbe il doppio!) 
"Tempura di gamberi e radicchio di Treviso"




Il mio dessert "Cialde di fondente spuma all'acqua di rose e lamponi"





Il dessert che ha mangiato Luigi "Millefoglie con crema di mascarpone alla vaniglia e mirtilli"




Io e Paolo

Per contatti: 
Osteria Dai Consorti 
Via Vittoria 36 Mirano (Venezia)
Tel: 0414740072 - Cell 3465600185

Il sito internet lo trovate cliccando qui
La pagina facebook la trovate qui 

Rendere speciale la vita delle persone che amiamo

lunedì 3 novembre 2014

Cucinare, invitare amici, condividere cibo e chiacchiere è una cosa che mi piace sempre più. Ricordo con un po' di tenerezza quando, dall'estero, chiamavo mia mamma per chiederle ricette semplici ma per me complicate, solo per il piacere di condividerle con altri... In Armenia cucinai gnocchi per 25 persone, aiutata da un paio di amici italiani che eseguivano pedissequamente le mie indicazioni (giunte a me tramite sms della mia mamma). Quando ero in Kosovo imparai a fare risotti, sempre grazie alle indicazioni della mia mamma. Tornata a vivere in Italia e in una situazione, come dire più comfortable, nella deliziosa casetta che condividevo con la mia coinquilina preferita, mia sorella, provavo ad invitare qualche amica, per una cena magari un po' improvvisata, ma sempre fatta da me. 

Adesso che sono più "adulta" (diciamo così per non dire... "matura")... inviterei amici ogni settimana, mi trattengo solo per non stressare troppo mio marito! 
Mi piace cucinare per gli altri perchè cucinare è un atto di generosità: si passano ore in piedi a mescolare, separare, mettere insieme gli alimenti più disparati per offrire agli altri (e a se stessi) dei momenti di serenità. 



Sull'arte di ricevere ci sono quantità di volumi scritti, se si è interessati. Ma quello che piace a me è la semplicità, la genuinità, le cose fatte con amore. Lo ridico: cucinare è un atto di generosità e a me piacciono gli atti generosi, le persone generose. Mi auguro che anche mio figlio sia una persona generosa, perché l'aridità delle persone avare significa soprattutto essere poveri nei sentimenti. 

Anche per la mia piccola famiglia cerco di curare sempre tutto, come se fossero ogni giorno degli invitati ad una festa speciale! A volte il rischio è quello di dare il massimo di noi nei momenti speciali, per gli "altri", non quelli di famiglia. Invece no: al primo posto ci deve essere per tutti noi la nostra famiglia, a loro devono essere date le maggiori attenzioni, con loro bisogna essere più gentili e affettuosi.



E allora cosa fare per rendere speciale ogni giornata? Niente di esagerato: ma una tovaglia pulita, cibi sani e genuini, dei fiori freschi, una casa in ordine. Basta poco per stare bene. E tutto ciò aiuta anche nella crescita di bambini piccoli, che devono essere immersi in un ambiente sereno, pulito, gentile, per stare bene. 

Amo le parole di Csaba Dalla Zorza quando, in un suo libro, dice: "Il bello sta nella crosta del pane appena sfornato, nell'imperfezione di una torta fatta per la prima volta, in una tovaglia di cotone bianco ben stirata e nella consapevolezza di contribuire, con ogni singolo gesto, a rendere speciale la vita delle persone che amiamo"


Le ricette delle foto raccontano di due momenti piacevoli passati con amici: una domenica pomeriggio e la sera di Hallowen!

Torta pan di stelle
10 biscotti Digestive
3 cucchiai di burro
6 cucchiai di zucchero
100 gr di cioccolato fondente
400 gr di mascarpone 
3 uova 
3 cucchiai di farina 
mezzo bicchiere di panna fresca
1 pizzico di sale 
stelline di zucchero bianche da decorazione

Rompere i biscotti e in una casseruola mescolarli con il burro fuso. 
Prendere una tortiera e mettere sul fondo il miscuglio di biscotti e burro. 
Sciogliere a bagno maria il cioccolato. 
In una terrina capiente mettere il mascarpone, metà dello zucchero, i tuorli d'uovo sbattuti, un pizzico di sale e il cioccolato fuso. Mescolare bene. 
Montare a neve gli albumi delle uova e aggiungerli al composto insieme al resto dello zucchero.
Aggiungere la farina e mezzo bicchiere della panna fresca che avrete montato. 
Versare il composto nella tortiera. Cuocere a 150° per 1 ora circa. 
Lasciar raffreddare la torta nel forno. 
Quando è freddo sfornare il dolce. 
Aggiungere stelline di zucchero 

Girelle di pane di mozzarella 
Tutta la ricetta non la posso trascrivere, essendo un copyright della Scuola di Cucina Peccati di Gola, ma quello che posso dirvi è che sono una specie di pizzette che si mantengono più a lungo perchè la pasta di pane non è fatta alla solita maniera ma così: 
400 gr di farina 00
160 gr di latte fresco intero
160 gr di mozzarella fresca tritata
16 gr di lievito di birra
40 gr di burro in pomata
8 gr di zucchero
6 gr di sale 

Cup Cakes di Hallowen 
Ho fatto la ricetta di "base", la più comune quello che ho fatto di diverso è la crema di formaggio Philadelphia e non la solita pesantissima crema di burro...
120 gr di farina
120 gr di zucchero
120 gr di burro
2 uova
essenza di vaniglia
6 gr di lievito per dolci
scorzette di limone

per la crema
100 gr di Philadelphia
200 gr di zucchero a velo
essenza di vaniglia

Ho comprato stampini per cupcakes in tema hallowen e posizionati nello stampo da muffin.
In una ciotola ho mescolato zucchero e burro con una frusta elettrica. Ho aggiunto le uova, il sale, la farina e il lievito e poi l'essenza di vaniglia e le scorzette di buccia di limone. Sempre sbattendo tutto con la frusta ho amalgamato bene. Ho messo l'impasto nello stampo, anche se devo dire che forse il solito stampo da 12 è troppo... meglio farne 11 ma fatti bene! :) In forno a 180° per 20 minuti.

La crema l'ho fatta lavorando con la frusta elettrica il Philadelphia con lo zucchero e qualche goccia di essenza di vaniglia. Fatta la crema l'ho messa in un sac a poche e distribuita su ogni cup cakes sfornato. Qualche zuccherino colorato, qualche decorazione di Hallowen... et voilà! Dei dolcetti deliziosi! 


Domenica saremo insieme, cinque, sei ore, troppo poco per parlare, abbastanza per tacere, per tenerci per mano, per guardarci negli occhi (F. Kafka)

martedì 28 ottobre 2014

Finalmente freddo, finalmente autunno, finalmente domeniche pomeriggio da passare a casa, al caldo, in famiglia.

Cosa fare la prima domenica pomeriggio di questo lungo inverno che ci aspetta?

Possiamo dedicarla alla creazione di una zucca di Hallowen, 
ossia Jack o' Lantern




Anche se in origine, secondo la tradizione irlandese da cui nasce la zucca Jack, non si utilizzava una zucca... bensì una rapa (potete leggerne qui il motivo). Ma volete mettere utilizzare una bella zuccona arancione invece di una triste rapa? Ogni tanto i cambi nelle tradizioni non sono niente male! 


Possiamo dedicarla a sfornare dolcetti deliziosi 
al gusto di banana e cioccolato. 



Ricetta dolcetti allo yogurt banana e scaglie di cioccolato

Ingredienti
25 gr di burro 
100 gr zucchero canna
1 uovo
1 tuorlo
50 ml olio di semi
1 vasetto di yogurt alla banana 
130 gr di farina
1/3 bustina di lievito per dolci
30 gr gocce di cioccolato
qualche goccia di essenza alla vaniglia 

Lavorare il burro morbido con lo zucchero. Aggiungere un uovo e un tuorlo e successivamente l'olio, lo yogurt, l'essenza di  vaniglia, la farina, il sale e lievito. Mescolare con cura. Aggiungere le gocce di cioccolato. Versare negli stampini e cuocere a 180° per 25 minuti circa. 



Possiamo chiacchierare e, alla luce di Jack
fare una merenda con i dolcetti appena sfornati 
e un te caldo alle rose 
che riscalda corpo e mente. 


Noi utilizziamo lo Yogi Tea biologico, realizzato con le essenze di 7 fiori diversi. Una delizia che già con il suo profumo incanta e, assaggiato una volta, non se ne può più fare a meno.

Possiamo avviarci alla conclusione della nostra domenica 
cenando con quiche salate per grandi e piccini. 


Quiche per adulti

Ingredienti
300 gr di farina
150 gr di burro
70 gr di acqua
1 vasetto di ricotta
6 patate
1 porro
sale
pepe

Preparare la pasta brisé con 300 gr di farina, un pizzico generoso di sale, 150 gr di burro e 70 gr di acqua fredda. Ricordarsi di non far scaldare troppo il burro lavorando troppo l'impasto. L'impasto riporlo in frigo, almeno 30 minuti, prima di usarlo. 
Nel frattempo cucinare, non troppo, al vapore le patate. Tagliare il porro a rondelle. Quando le patate sono cotte, mescolarle al porro e aggiungere la ricotta e un po' di sale e pepe. 
Accendere il forno ventilato a 180°. Stendere la pasta brise su una stampo da torta e cucinarla per 5 minuti (fare tanti buchini affinché non si gonfi troppo). Passati i 5 minuti riempirla con il composto di patate, porri e ricotta e rimettere in forno per circa 20-25 minuti. 


Quiche per bambini 

Ingredienti 
Pasta brisè
1 mezza zucchina
1 mezza carota 
ricotta qb

Usare la pasta brisè avanzata prima (le quantità dovrebbero consentire un bel pezzettino in più). Foderare lo stampino per una tortina. Cucinare a vapore la carota e la zucchina. Passare la pasta brisè in bianco nel forno per 5 minuti. Toglierla dal forno e riempirla con la carota e la zucchina a cui avremo mescolato un po' di ricotta. Cucinarla a 180° per 20 minuti. 


Siete i benvenuti a casa nostra, amici, tutti i giorni della settimana, ma la domenica ancora di più. Perchè come disse qualche saggio prima di noi "la domenica pulisce la ruggine di tutta la settimana". E farlo in compagnia, davanti ad un te caldo, a dei dolcetti deliziosi e a delle chiacchiere in compagnia.. è ancora meglio! 


Ambiente di casa, ambiente di vita

giovedì 23 ottobre 2014

Quello che mi piace del mondo delle mamme blogger è che è molto vario e gli scambi sono frequenti e molto interessanti. Io ho anche la fortuna di collaborare con due realtà del web molto belle in questo senso: i siti Parola di Mamma e The Womoms. Grazie a queste collaborazioni, e a questo mio modesto blog, sto conoscendo, quantomeno virtualmente, molte donne simpatiche ed in gamba. Una di queste mi ha scritto tempo fa per una tesi sul rapporto tra infanzia e ambiente, soprattutto ambiente casa. E' veramente un titolo stimolante, ma se non si ha un po' di conoscenza in ambito pedagogico non si sa dove si va a parare. 
Mi ha fatto molto piacere poter aiutare questa studentessa, perchè anche io a mia volta ho avuto la fortuna di essere sempre aiutata, sostenuta, da qualcuno in maniera disinteressata quando ho scritto la tesi o quando avevo bisogno di qualche aiuto per capire cosa "fare da grande". 

Per la sua tesi le ho consigliato di studiare i testi della pedagogista Grazia Honneger Fresco, una delle ultime allieve di Maria Montessori e considerata la sua erede. Per Montessori l'ambiente è un agente educativo importantissimo ed anche per G. H. Fresco. 
Io, nel mio piccolo, ho cercato di strutturare la cameretta di Antonio seguendo i suggerimenti di G. H. Fresco.  
Vediamo come. 




Innanzitutto un bambino, anche se con il lettino dorme ancora in camera di mamma e papà, deve avere un suo spazio personale. Difficilmente se è piccolo (sotto i 3 anni) starà da solo a giocare nella sua stanza (e anche voi genitori non vorrete di certo lasciarlo solo...) ma è importante che abbia anche lui uno spazio tutto suo, dove ci sono le sue cose, dove potersi appartare ogni tanto. Crescendo quello spazio personale sarà sempre più importante. E lo spazio con il tempo cambierà, come cambierà il nostro piccolo uomo. 
Lo spazio dovrebbe essere abbastanza grande. Il pavimento, se non è parquet, è isolato da tappeti preferibilmente di lana (come il nostro grande della foto...) così da tenere al caldo il bambino. 



I giochi devono essere sempre riordinati. I bambini piccoli non hanno il concetto di ordine. Quando saranno più grandi (circa dalla scuola dell'infanzia) potremo chiedere loro di dividere gli oggetti in base a forma, colore, ecc. e metterli nei contenitori. Con bambini piccoli questo non è possibile. Saremo noi genitori a dover mettere sempre a posto dopo che il bambino ha giocato. Mi raccomando solo dopo che lui ha finito, non disturbiamo le sue attività per mettere in ordine quando sta ancora giocando. L'ordine è importante perchè gli stessi bambini, per stare più tranquilli, più sereni, hanno bisogno di ordine. Avete notato che quando tutto è disordinato difficilmente il vostro bambino è attirato a giocare con gli oggetti buttati lì alla rinfusa? 

I giochi, gli oggetti, i libri, devono essere tutti a portata di mano di bambino. E' il suo spazio e lui si deve muovere in autonomia. Allo stesso tempo voi genitori però ne siete i registi di questo spazio, quindi se preferite che il vostro bambino giochi con certi oggetti piuttosto che altri, non farete altro che sistemarli più o meno a sua portata di mano. 

I giochi, gli oggetti, dovrebbero essere soprattutto di materiale naturale. Via libera al legno, carta, cartone, oggetti della casa (mestoli, cucchiai, ecc), oggetti della natura (conchiglie, sassi, ecc. ). Cerchiamo di non inondare i nostri figli di plastica, che è incolore, insapore, fredda e... altamente inquinante!




I libri sono degli splendidi oggetti da far conoscere il prima possibile al nostro bambino. Sistemati di taglio non sono molto riconoscibili al bambino. La soluzione ideale sarebbe quella di posizionarli con la copertina bene in vista. Io non ci sono, per ora, riuscita. Ho trovato una soluzione che è una via di mezzo!




Un'ultima annotazione. Il mio consiglio è anche quello di fare attenzione anche alla qualità dei mobili. Mobili di scarsa qualità comprati in catene ultrafamose che nei loro negozi fanno apparire tutto bello, tutto magico, ma a casa sembra tutto una "ciofeca", hanno soprattutto il problema che sono di scarsa qualità. Soprattutto per i materiali, le colle, le vernici, che vengono utilizzati per assemblarli. Tutte quelle colle, quelle vernici, puzzano da morire per giorni. Fate attenzione che noi e soprattutto il nostro bambino respiriamo quelle cose per tutto il giorno e non fa certo bene. Piuttosto, se c'è un problema economico, cercate mobili di qualità già usati!



All'alba una promessa impossibile

lunedì 13 ottobre 2014

Siamo ancora in fase di stop. L'incarico annuale per me si è rivelato con un niente di fatto, Antonio è ormai da giorni a casa e siamo giunti alla, sofferta, decisione di ritirarlo dal nido. Da quando ha iniziato ad andare si è continuamente ammalato e abbiamo dovuto dargli medicine che avrei preferito evitare, lui che non è nemmeno ancora vaccinato! Pazienza per la socializzazione, per fare delle attività laboratoriali diverse e gratificanti.. ci riproveremo l'anno prossimo. Quindi siamo ancora a casa e sapete una cosa... comunque ce la spassiamo. Non mi preoccupo più di tanto per il lavoro, ho fatto domanda per lavorare a scuola e procederanno queste graduatorie.. Nel frattempo mi godo il mio bimbo che vedo crescere sereno ogni giorno di più. Questi momenti non torneranno più e voglio viverli tutti pienamente.



L'autunno è arrivato con giornate uggiose, nebbiose ma calde. Che strano! 




C'è una ricorrenza che per me segna, su tutte, l'arrivo di questa bellissima stagione, il compleanno della mia mamma, il 12 ottobre. Quando arriva questa data, oltre che segnare la nuova stagione, è un'occasione per noi per ritrovarci in famiglia. Si proprio quella famiglia lì, quella d'origine, quella a cui un tempo mi ribellavo e mettevo chilometri e chilometri di distanza... per sentirmi grande da sola, per crescere. Quella famiglia che ora, nonostante quella che mi sto costruendo ogni giorno con fatica ma anche con tanta gioia, rimarrà sempre la mia Prima, la mia Radice, la mia Forza. Ecco, se non si è capito io adoro la mia mamma e mia sorella e, se ci fosse ancora, adorerei così anche il mio papà. Ma lo adoro lo stesso, il suo ricordo mi accompagna ogni giorno e mi guida in questo mondo un po' impazzito. Lui che comunque ce l'ha fatta sempre, nonostante le enormi difficoltà che ha dovuto superare. 
Per riconciliarsi profondamente con la propria famiglia i consigli che posso dare, provati sulla mia pelle, sono: 1. vivere separati; 2. fare un figlio. 
Quando si diventa mamma si capisce l'amore, la dedizione ma anche la fatica che la nostra mamma ci ha dedicato per tutta la nostra vita. Un amore immenso. Tempo fa lessi una frase che mi illuminò... non poteva essere più vera... 

-Con l'amore materno la vita ci fa all'alba una promessa che non potrà mai mantenere- 


Per festeggiare una super mamma che è diventata da poco anche una super nonna ci voleva un dolce speciale! Ecco una torta semplice ma gustosa che mia sorella Giulia ha chiamato "stracciatella". Nome azzeccatissimo... e stracciatella sia! 

Torta stracciatella 
450 gr di farina
4 cucchiaia di cacao amaro
225 gr di burro
75 gr di zucchero di canna
7 cucchiai di acqua fredda
1 cucchiaino di sale 

250 gr di ricotta
250 gr di panna fresca 
4 cucchiai di zucchero
100 gr di gocce di cioccolato 

Mescolare la farina con il cacao, il burro tagliato a dadini, lo zucchero di canna e il sale. Aggiungere l'acqua fredda. Impastare bene e dare la forma di un panetto da mettere in frigo per circa mezz'ora. 
Togliere dall'impasto circa 1/4 di pasta che servirà per le decorazioni. 
Stendere l'impasto con un matterello e foderare una tortiera. Mettere in forno a 180° per 15 minuti con l'impasto coperto da carta forno con ceci posizionati sopra così da non farla crescere troppo. Dopo i 15 minuti togliere la carta forno e cucinare per altri 5 minuti. 
Lasciar intiepidire prima di togliere l'impasto dalla tortiera. 
Nel frattempo preparare la farcia. Con uno sbattitore elettrico lavorare la ricotta con lo zucchero. Aggiungere la panna montata a neve ben ferma. Mescolare dall'alto in basso. Aggiungere le gocce di cioccolato e riempire la torta. 
Con il resto dell'impasto usare gli stampini che si vogliono a piacimento e cucinare i biscottini a 180° per 10 minuti, Farli raffreddare e posizionarli sulla torta. 


Buon compleanno nonna! 

E questo è amore

venerdì 10 ottobre 2014

Si è appena conclusa la settimana mondiale dell'allattamento materno al seno. E' prassi che ricorra ogni anno, in Italia, circa dal 1 al 7 ottobre. 




L'obiettivo è quello affermare l'importanza di aumentare e rafforzare la protezione, la promozione e il sostegno all'allattamento materno. Noi su questo potremmo essere i protagonisti di uno spot promozionale, dato che Antonio fin dalla sala parto si è attaccato al seno facilmente e ora, che ha 16 mesi, non ha alcuna intenzione di interrompere. Quando ci sentiremo pronti entrambi, interromperemo senza forzare le cose. Se nel primo anno di vita il latte era per lui la fonte primaria di nutrimento (non mi dilungo sulle enormi ricadute benefiche per bimbo e mamma che ha questo semplice e meraviglioso gesto) adesso è più che altro una coccola, un momento solo nostro che lo rilassa e lo aiuta a conciliare il sonno. 
Ho sempre allattato a richiesta e ovunque, con la massima discrezione. 


Allo stesso tempo non sono una di quelle fanatiche del latte materno però.. ci sono mamme che non ce la fanno per molti motivi e non per questo sono meno legate ai loro cuccioli. C'è da dire che è un momento privilegiato di amore e vicinanza tra mamma e bambino. 
Anche l'arte non si è dimenticata di raccontarlo, a suo modo. 


Una madre che nutre il figlio, dà immediatamente se stessa, il proprio corpo come cibo per i suoi figli, i quali senza ciò non sarebbero vivi. E questo è amore. - L. Tolstoj "Della vita" 

Autunno, inizi e cose belle e buone

giovedì 25 settembre 2014

Odio e amore per settembre. E' sempre stato così. E' bello ripartire con la propria vita dopo le vacanze estive, sono belli i primi freddi dopo il caldo estivo (quest'anno però l'estate è stata davvero pazza e il mese di settembre si sta dimostrando molto più soleggiato di luglio), anche a me viene sempre voglia di comprare quaderni e matite e regalerei a tutti un bel bouquet di matite ben temperate ("C'è posta per te" docet). Ma, diciamocela tutta, sono anche faticosi tutti questi inizi. A volte bisogna prendere una rincorsa bella lunga per arrivare almeno alla metà dove si vuole...  

Noi in questo mese di settembre abbiamo collezionato diversi inizi e altrettanti stop. 

L'inserimento al nido di Antonio è stato più faticoso del previsto. Finalmente la scorsa settimana le cose stavano migliorando, ma ora il piccolo è bloccato a casa con raffreddore, tosse, febbre, otite. E la prossima settimana, quando riprenderà a frequentare il nido, non sarà proprio come all'inizio... ma quasi. 

Eccolo in una foto stravolto la sera dopo una delle prime giornate passate da solo al nido. Badate bene che è un fortunato: va al nido solo per 3 ore al giorno e non perché non sapremmo come fare altrimenti (è figlio unico e, per ora, unico nipote.. le nonne sono contente di aiutarmi se io devo lavorare) ma perché è importante che socializzi e che inizi a fare le prime esperienze da solo. 




Il lavoro per me stava ringranando, con la proposta di due docenze annuali, ma per una serie di motivi ho dovuto, in ultima, rinunciare. Ora dovrebbe essersi sistemato il tutto, con un'altra proposta più fattibile ai ritmi di una mamma. Vedremo però la prossima settimana.  

Ma non è tutto un stop and go. Ci sono state anche cose definitivamente belle in questo mese di settembre, belle dall'inizio alla fine. 

La Regata Storica la prima domenica di settembre, ad esempio. Abbiamo avuto l'opportunità di vederla da un luogo privilegiato, scaldati da un sole meraviglioso. 



Godere dei primi frutti autunnali del nostro giardino.



Una domenica pomeriggio, in una favolosa villa cittadina, a festeggiare i 25 anni della scuola di cucina Peccati di Gola... coloro che mi hanno insegnato a cucinare!

Antonio alla festa dei Peccati di Gola


Il matrimonio di una delle amiche più care, che mi ha fatto l'onore di volermi vicina come testimone. Matrimonio che si è svolto in montagna e che ci ha dato l'opportunità di partire per tre giorni e passare delle belle giornate visitando posti molto rilassanti.



La felicità sta nelle piccole cose, o no? Saper trovare il bello nel quotidiano, questa la sfida di tutti i giorni. Anche nelle fatiche degli inizi.

Fiori del matrimonio


Stavolta vi lascio due ricette che ho preparato in queste settimane. E' da un po' che non scrivo quindi le ricette di accumulano!

Bocconcini di pane al formaggio 
250 gr di farina
13 gr di lievito di birra
125 gr di acqua
8 gr di sale
1 cucchiaino di malto
100 gr di formaggio semi stagionato
50 gr di formaggio grana
1 uovo

Preparare la pasta del pane con la farina, il lievito l'acqua, il sale e il malto. Impastare bene e lasciare lievitare per due ore. Tagliare il formaggio a pezzettini. All'impasto avvenuto aggiungere i pezzettini di formaggio. Far riposare per mezz'ora. Formare delle palline e sistemarle nello stampo per muffin. Lasciar riposare per mezz'ora. Spennellare le palline con un uovo sbattuto e spolverare di formaggio grana. In forno a 200° per 20 minuti.

Prima 


Dopo


Pane dolce alle mele
1 dl di latte
100 gr di zucchero
300 gr di farina 00
100 gr di burro
1 pizzico di sale
2 mele


Sciogliere il lievito nel latte e lasciar riposare 10 minuti. 
Mettere la farina in una terrina, versare il latte con il lievito, impastare bene. Lasciar lievitare per mezz'ora. Lavorare nuovamente l'impasto con il burro, lo zucchero, un pizzico di sale. Sbucciare e tagliare a pezzettini le mele. Aggiungerle all'impasto e foderare una tortiera dalla forma desiderata. Lasciar lievitare ancora per almeno una mezz'ora. Cuocere in forno a 180° per 50 minuti. 






Ritorni a casa e torte soffici

giovedì 11 settembre 2014

Quando torno a casa, le coccole si devono dividere sempre per due.


Quando torno a casa non è più come quando abitavo da sola, quando una casa silenziosa ed ordinata mi accoglieva e io tiravo un sospiro di sollievo, chiudendo la porta di ingresso lasciandomi la giornata alle spalle. Ora è tutto frenetico, c'è sempre qualcosa da fare e prima di pensare a me devo fare la pappa, cambiare pannolini, giocare (anche con il peloso della foto). 

Quando torno a casa adesso non è più come quando lavoravo tutto il giorno e mi spostavo da un posto ad un altro per mettere insieme tutti i vari lavori che facevo. Ero stanca e spossata e spesso non riuscivo a dare un senso a tutte quelle corse. Adesso la mia giornata è più regolare, scandita da tempi non miei. Ma sono meno stanca e so che la direzione presa è quella giusta. 

Non vedo l'ora di riprendere a lavorare a tempo pieno e creare nuovi riti e ritmi per me e la mia famiglia. E il ritorno a casa, sarà ancora più bello. E' bellissimo, infatti, ritornare quando sai che c'è qualcuno che ti sta aspettando. 



Vi lascio una ricettina semplice di una torta soffice fatta con le noccioline dell'albero del nostro giardino. L'autunno avanza e l'orto non produce più frutti estivi, è tempo di primizie autunnali. Qualche pomeriggio fa, un caldo pomeriggio di questa pazza estate, io, insieme ai cuccioli della fotografia, abbiamo raccolto le noccioline, la mia mamma ha avuto la pazienza di romperne i gusci.. et voilà una torta deliziosa. Realizzata grazie al contributo di quasi tutta la famiglia!  

Torta soffice alle nocciole 

Ingredienti: 
3 uova
180 gr di zucchero
160 gr di burro
220 gr di farina
140 gr di noccioline tritate
1 bustina di lievito per dolci
1 bustina di vanillina 
un pizzico di sale
la buccia grattugiata di un limone (biologico)

Dividere i tuorli dagli albumi. Montare i tuorli con lo zucchero e il burro morbido. Quando il composto è ben montato aggiungere la farina setacciata, le noccioline, il lievito, la vanillina, un pizzico di sale, la buccia grattugiata di un limone. A parte montare gli albumi. Aggiungere gli albumi montati al composto. Versare in una tortiera e cuocere per 40 minuti a 180°. 





Cosa mi piace... cosa non mi piace...

lunedì 8 settembre 2014

Oggi provo a fare un gioco, così per scherzare e farmi conoscere un po' di più soprattutto a chi mi legge e non mi conosce nella vita reale!
So che in questo tipo di giochi sembra che vengano fuori le solite banalità... a chi vuoi che piaccia la maleducazione? Poi però di maleducati è pieno il mondo! Cercherò di non essere banale e di essere sincera.. 



Cosa mi piace...

la mia famiglia
le maglie a righe
le tazze
lo smalto
i gatti
la cioccolata
i bambini
leggere a letto
fare colazione
cucinare
le mie amiche
le nuche e i piedini dei bimbi piccoli
il venerdì sera
le altre culture
i Balcani
la pizza
i fumetti
leggere 
viaggiare 
gli elettrodomestici
avere del tempo per me
il mese di dicembre








Cosa non mi piace...


la maleducazione
le case senza libri
l'indecisione degli altri
troppe chiacchiere
il lunedì
i cavoletti di Bruxelles
il fegato
dover aspettare per far colazione
la politica
perdere tempo a fare cose che non mi va di fare
il razzismo
il 7 gennaio
la nostalgia
il rumore delle moto e dei motorini
la burocrazia
la destra
fare tardi la sera







Il mondo è un libro e chi non viaggia ne legge soltanto una pagina

martedì 2 settembre 2014

Era da un po' che volevo scrivere di viaggi. Sarà che ogni aereo che passa nel cielo Antonio me lo indica con un dito tutto contento e io penso sempre... come mi piacerebbe essere lassù! Sarà che 3 anni fa mi stavo preparando per partire per un viaggio bellissimo in Argentina. Sarà che io non sono assolutamente una persona nostalgica ma amo vivere il presente, immaginare il futuro e il passato è il passato... e continuo ad immaginare come e quando potrò riprendere a viaggiare con famiglia al seguito.. Insomma diversi "sarà".
Deciso di scrivere di viaggi, mi sono poi chiesta da che cosa partire. Ho ripreso un po' di fotografie, alcune un po' vecchie fatte ancora con la pellicola kodak e ho ripensato a dove sono stata, a cosa ho fatto, cosa è il viaggio per me. E ne sono nate un po' di riflessioni, che riporto qui a random

Mi piace viaggiare per fare qualcosa. E' bello essere turisti e girovagare perdendosi di qua e di là, ma i viaggi che ricordo di più e che mi hanno più cambiata sono stati viaggi dove ero impegnata in un'attività lavorativa. Tutto è nato perché da giovane, non avendo tanti soldi per viaggiare, ho cercato di mettere al servizio di questa passione me stessa, quello che sapevo e che so fare e ho cercato di viaggiare così. A volte ho avuto anche il viaggio pagato, più spesso solo vitto e alloggio, e ho lavorato avendo la possibilità di vivere direttamente con le persone, di solito in casa con autoctoni, immergendomi totalmente nella cultura e imparando un po' la lingua. Ho fatto l'educatrice, l'animatrice, l'insegnante, ecc. e così ho potuto visitare a costo quasi zero: l'Armenia, praticamente tutti i Balcani, l'Argentina, il Medio Oriente. 

Ho il "mal di Balcani", sono una nostalgica della Yugoslavia e dell'ideale che l'aveva costituita. Ho vissuto per più di due anni in Kosovo per lavorare in progetti di sviluppo e questo mi ha dato l'opportunità di conoscere la regione balcanica bene e dal di dentro. Risultato? Ogni anno continuo a tornarci, ho coinvolto anche mio marito nella mia passione, le nostre mete abituali (per adesso) sono le più vicine per forza di cose.. Slovenia e Croazia. Ma ho portato mio marito anche in Bosnia, ad esempio. E tra tutti i viaggi che abbiamo fatto insieme, credo che il nostro on the road Istria - Dalmazia - Erzegovina - Bosnia - Croazia centrale, sia quello che lui ricordi più volentieri. 

Mi piace viaggiare comoda. Non sono una da tenda e campeggio per capirsi. Devo riposare bene ed essere pronta per catturare tutto quello che riescono i miei sensi. 

Non amo andare in posti come i villaggi turistici. L'ho fatto una volta e mai più. Non fa per me. Vivi dentro una bolla e non ti rendi conto nemmeno di dove sei. Io amo i viaggi di conoscenza, quelli che ti cambiano, che ti arricchiscono, nel bene e nel male. 

Mi piace viaggiare da sola. Quando si è soli si è più propensi a conoscere, fare nuove amicizie. Ora che è un'utopia viaggiare sola per me, importante è scegliersi bene il proprio compagno di viaggio. Il mio compagno di viaggio è il mio compagno di vita, l'ho scelto e me lo tengo stretto. Non è mica male come viaggiatore, anche se un po' inesperto. Il cucciolo si abituerà, non ne dubito. Ha accompagnato al 4° mese di gravidanza i suoi genitori in viaggio di nozze alle Maldive.. ha la stoffa del viaggiatore. 

La questione economica è solo una scusa. Io sono l'esempio che si può viaggiare da squattrinati. Quando ero giovane avevo tempo e non avevo disponibilità economica e sono riuscita a trovare lo stesso un modo per viaggiare (vedi il primo punto). Adesso ho la disponibilità economica ma non ho il tempo per viaggiare. Ecco più che la disponibilità economica è il tempo per il viaggio la variabile fondamentale. 

Ma perchè viaggiare? Credo che non siamo noi ad andare verso il viaggio, ma è lui che sta dentro di noi. Io sono una appassionata di culture diverse, mi piace conoscere tutto, sono curiosa. Credo che anche per il viaggio, come per tutte le cose della vita, ci voglia un po' di attitudine. 

Tutte queste riflessioni (e molte altre... ma ho cercato di riassumere) sono nate guardando le mie fotografie. Riporto qui alcune di queste fotografie dei posti da me visitati. Sono quasi tutti i paesi che ho visto (manca qualcosa ma ci siamo quasi), ho dovuto fare una cernita ovviamente. Sono tutte fotografie scattate da me e/o con me come protagonista. Mi scuso se alcune non sono venute bene, ma ce ne sono anche di vecchie fatte con le macchinette di una volta che ho dovuto scannerizzare. Mancano fotografie dei luoghi italiani che ho visitato (anche se mi mancano, mea culpa, ancora da visitare luoghi bellissimi come la Puglia, la Sicilia..). Non ho riportato fotografie italiane perché lo scopo era di parlare di viaggi che ti mettono in gioco prendendo un aereo, partendo verso posti nuovi, sconosciuti, con lingue diverse, culture distanti dalla nostra, dove è necessario mettersi in gioco totalmente. Perché è questo lo scopo ultimo del viaggio secondo me: mettersi in gioco




Belgrado


Cipro

Maldive



Cappadocia, Turchia

Istanbul
Ankara mausoleo di Ataturk, Turchia
Nemrut Dagi. Kurdistan turco

Istanbul, suk




Luxor, Egitto
Egitto


Ohrid, Macedonia

Madrid, museo Reina Sofia 
Deserto Wadi Rum, Giordania
Petra, Giordania
Amman, Giordania

Mar Morto, Giordania


Marrakech, Marocco 
Marocco

Moda palestinese, suk di Nablus 
Cena a Jenin,Palestina

Mercato di Nablus, Palestina
Ramallah, Palestina. Visita alla tomba del presidente Arafat
Ricordi del Muro, Berlino

Porta di Brandeburgo, Berlino


Ponte di Santa Fe, Argentina

Bevendo mate, Argentina

La Casa Rosada in Plaza de Majo, Buenos Aires Argentina

Quartiere La Boca, Buenos Aires Argentina
Buckingham Palace, Londra 

Millennium Bridge, Londra 

Praga 
Monstar, Bosnia Erzegovina

Sarajevo, Bosnia Erzegovina 



Sanliufa, Turchia al confine con la Siria 
Alture del Golan, Siria

Moschea di Damasco, Siria 

Sofia, Bulgaria

Toledo, Spagna

Yerevan, Armenia


Monastero, Armenia

Spiaggia a Beirut, Libano


Sabra e Chatila, Beirut Libano

Caffe turco


Prizen, Kosovo

Kosovo verso il confine con l'Albania
Spiaggia albanese


Monastero di Decani, Kosovo


Trogir, Dalmazia

Castello di Leeds, Kent UK

Camargue, Francia


Louvre, Parigi
Alsazia, Francia


Auschwitz, Polonia 



Olanda

Panorama dalle Torri Gemelle (si vede anche l'ombra), New York

Central Park, New York