Il clima educativo "ideale" in famiglia

lunedì 13 luglio 2015

Questo mio articolo è uscito nel sito The Womoms

“L’educazione non è il rispetto delle regole ma il rispetto degli uomini.”
Inizio con una bella citazione (anonima) per introdurre l’argomento che cercherò di trattare brevemente ma che richiederebbe sicuramente molto più approfondimento: come creare un clima “ideale” per crescere al meglio i nostri figli. Importantissime sono le regole certo, ne abbiamo già discusso tra queste pagine, ma la cosa più importante è il rispetto reciproco che ci deve essere tra genitori e figli. Un rapporto educativo è praticamente sempre sbilanciato, ossia c’è sempre una controparte che ha “il coltello dalla parte del manico”: i genitori, gli insegnanti… Sta a noi genitori, a noi insegnanti, non far pesare questa posizione di “potere” ma renderla funzionale alla crescita sana ed equilibrata dei nostri bambini. Ricordiamoci sempre che il nostro fine ultimo è quello di dare autonomia e sicurezza ai nostri figli: che da esserini piccoli e completamente dipendenti da noi devono diventare adulti autonomi, sicuri e con una buona autostima. Il percorso educativo però è sempre accidentato, molto tortuoso, con numerosi sbagli e passi falsi.

 
  

Come iniziare con il piede giusto? Riconoscendo il nostro piccolo bambino, fin dalla nascita, come una persona con dei diritti da rispettare. Di conseguenza, un bambino che è sempre stato rispettato, non potrà non portare anche a sua volta rispetto: i bambini si comportano come ci comportiamo noi, noi educhiamo soprattutto per quello che siamo, per quello che facciamo, piuttosto che per quello che diciamo a parole.

Il nostro comportamento dovrebbe essere il più possibile equilibrato, sereno e rassicurante per essere certi di riuscire ad influire positivamente sulla formazione del carattere del nostro bambino.
Lo psicologo tedesco Kurt Lewin, ha cercato di delineare quelli che sono gli elementi per creare un buon clima educativo in famiglia. Non prendete questi elementi come dei rigidi precetti ma come dei consigli per un buon comportamento da adottare come genitori:
1.       dare al bambino un senso di sicurezza;
2.       dargli la sensazione di essere amato e desiderato;
3.       evitare la minaccia, la paura, la punizione;
4.       insegnare al bambino l'indipendenza e fargli assumere le sue responsabilità;
5.       rimanere calmi e non adirarsi per le manifestazioni istintive del bambino;
6.       essere il più tolleranti possibile per evitare inutili conflitti;
7.       evitare di far pesare al bambino il naturale stato di inferiorità;
8.       non spingere il bambino oltre quello che gli e naturale e oltre le sue possibilità;
9.       rispettare i sentimenti del bambino anche se non corrispondono alle nostre norme;
10.   rispondere francamente alle domande che il bambino pone, ma fornendo risposte adatte alla sua età;
11.   interessarsi a quello che il bambino fa, anche se non lo giudichiamo direttamente utile;
12.   affrontare le difficoltà del bambino, senza pensare che egli sia anormale;
13.   favorire la crescita e il progresso, piuttosto che la perfezione.



Trovo bella la vita e mi sento libera. I cieli si stendono dentro di me come sopra di me...

mercoledì 1 luglio 2015

Trovo bella la vita e mi sento libera. I cieli si stendono dentro di me come sopra di me. Credo in Dio e negli uomini e oso dirlo senza falso pudore. La vita è difficile, ma non è grave. Dobbiamo prendere sul serio il nostro lato serio, il resto verrà allora da sé: e "lavorare sé stessi" non è una forma di individualismo. - Etty Hillesum 

Ho letto il Diario di Etty Hillesum alcuni anni fa, ma ancora le sue parole mi accompagnano nel quotidiano. Poche frasi ma che centrano il punto e che sento molto aderenti a me, a quello che sono. 

Ieri sera ho parlato velocemente con una simpatica ragazza amica di mio marito che ha un bimbo più o meno dell'età di Antonio. Mi ha detto delle cose bellissime sul blog, su quello che legge qui. Sono molte le persone che mi dicono cose molto belle su questo blog. E' anche grazie a loro che non mollo, che continuo a scrivere qui... a volte (spesso) mi chiedo perché lo faccio. 
Non è la prima volta che tengo un blog, il primo era nel 2007 e ci tenevo molto, ci scrivevo sempre. Ora quel blog è privato ma a volte torno a leggerlo e mi viene un po' di nostalgia per quella ragazza che ero: tornata in Italia dopo alcuni anni passati all'estero, ero andata a vivere con mia sorella in una piccola ma deliziosa casetta in Calle dei Pensieri a Venezia, non sapevo bene che fare della mia vita e quale sarebbe stato il mio futuro. 

Ora a 8 anni di distanza ho un blog più bello, più curato (ai tempi non c'era particolare cura per la grafica e non si inserivano molte foto..) e molte più visite di lettori, sono anche più "risolta" come persona ma in fondo sono sempre quella ragazza che cerca ancora, che non si ferma mai, appassionata della vita e della libertà. Ecco perché la frase di Etty, ecco forse perché continuo a scrivere e a condividere. 

Lavoriamo sempre su noi stessi

Un abbraccio speciale alle amiche e agli amici a cui so di tener un po' di compagna con queste blog 

Elena 






Fiori e lievitati per il sabato dell'anno

domenica 28 giugno 2015

Domeniche estive.. troppo caldo per accendere il forno ma voglia di un buon lievitato dolce. Che si fa? Ho utilizzato per la prima volta la pentola fornetto che mi ha regalato la mia mamma per il mio compleanno. 
Mi ero ripromessa di utilizzarla durante le ferie, quando il caldo estivo non predispone all'accensione del forno.. e così ho fatto. La differenza? Niente caldo insopportabile in cucina e soggiorno,un lievitato più soffice ma (peccato!) nessun buon profumino di dolce che si diffonde per casa. 
Non ho trovato difficile l'utilizzo della pentola fornetto, c'è un po' da capire come regolarsi con la fiamma ma come primo esperimento posso dire che è andata bene. 



La ricetta che ho utilizzato l'ho trovata nel sito Di Cuore e l'ho riadatta alle mie esigenze: impasto con planetaria e più minuti di cottura. 

Oltre alle ricette in questo periodo di vacanza mi sto dedicando anche molto alle letture e alla cura del giardino. Fa un po' vecchia signora lo so... assomiglio sempre più alla mia mamma! La quale, oltre ad essere una mamma e nonna meravigliosa, è anche un'ottima giardiniera che mi da consigli e molto aiuto pratico. 

Ho proprio la mente sgombra da pensieri in questo periodo. Mi pare di vivere come dentro una bolla. L'inizio della scuola e quindi la ripresa del lavoro per me mi pare una cosa molto lontana e quindi tutti i pensieri, le preoccupazioni, le corse, sono rimandati a settembre. 
Per ora riesco a godermi in tranquillità il mio bambino, mio marito, condividere tempo prezioso con mia sorella, passeggiare con il mio cane la mattina presto ma, se non ho voglia, alzarmi pigramente la mattina. 



Giugno è un mese meraviglioso, l'ho sempre amato, è il mese del compleanno del mio papà (quest'anno avrebbe compiuto 68 anni), il mese dell'inizio estate... è come se fosse.. il sabato dell'anno (frase non mia, ma che ho letto come descrizione di una fotografia di un amico). 

E quindi per ora vi lascio così, senza troppi altri pensieri ma regalandovi questa meravigliosa ricetta che potete rifare anche su una tortiera normale e mettere a cucinare sul forno tradizionale. 



PAN GOCCIOLI 
con pentola a fornetto 

Ingredienti
500 gr di farina (di cui 250 gr di farina per dolci e 250 di manitoba)  
8 gr di lievito di birra fresco 
1 cucchiaino di miele
2 uova 
80 gr di burro
80 gr di gocce di cioccolato tenute in freezer
1 cucchiaino di aroma di vaniglia 
150 gr di acqua
115 gr di latte fresco 
80 gr di zucchero

Iniziamo preparando un lievitino mescolando l'acqua, il miele, il lievito e 150 gr di farina presa dal totale, metterlo in forno e aspettare che comincia a formare le fossette (un'oretta). 

Versare l'impasto nella planetaria e lavorare l'impasto come segue; aggiungere metà del latte e 1/4 dello zucchero e farina qb per far amalgamare l'impasto, proseguire con l'altra metà del latte la seconda parte dello zucchero e farina qb per legare l'impasto, inserire un albume la terza parte dello zucchero farina qb, proseguire con un tuorlo quarte parte dello zucchero e farina qb, l'altro tuorlo la vaniglia e farina qb. 
Aggiungere il burro a piccoli fiocchi all'impasto insieme alla farina rimasta e per ultimo le gocce di cioccolato. 
Mescolate a lungo con la planetaria. 
Far lievitare per circa 1 ora o al raddoppio.
Trascorso il tempo riprendere l'impasto e formare delle palline con le mani infarinate, adagiare le palline nella pentola a fornetto già imburrata e infarinata, una attaccata all'altra, coprire e far lievitare fino al raddoppio. Spennellare di latte e cuocere per un'ora circa a fiamma bassa nel fuoco piccolo.




Vacanze e ricordi... mangiando un pan brioche alla marmellata!

giovedì 11 giugno 2015

E' finita la scuola e con essa per ora sono finite le levatacce mattutine, l'incastro di lavoro-bambino-casa, i nervosismi ma anche tante soddisfazioni. Se ne riparlerà tra 3 mesi. So che arriveranno e credo anche molto velocemente, il tempo, si sa, è più veloce quando si vorrebbe non passasse mai. Ma per ora il 1 settembre sembra così lontano. 



La fine della scuola significa per i bimbi e gli insegnanti le sospirate vacanze, i sorrisi di fine anno, le lacrime, un po' di bilanci. Vedo questi bambini lasciare la scuola primaria per iniziare quella secondaria, un passo importante che segna un rito di passaggio verso la preadolescenza. Cerco di sforzarmi a pensare quando io ho finito le elementari e sono passata alle scuole medie. Ma niente, non ci riesco. 

Per me i ricordi delle elementari sono come flash, vari episodi legati ad eventi particolari (la recita, il saggio, quella volta che mi è caduto lo sciroppo e ha fatto un disastro incredibile per tutto il pavimento dell'aula), a rapporti interpersonali (la mia maestra, i compagni, alcuni episodi giocosi) o brutte cose (il grembiule nero, i vaccini obbligatori fatti nell'ambulatorio scolastico, la suora con i baffi, il cibo della mensa). Ma la quotidianità della scuola, la didattica, le lezioni, ciò che facevo tutti i giorni... di tutto ciò non ricordo nulla. E' così anche per voi? 

Tutto ciò mi offre molti spunti su qui riflettere. 
Anni importantissimi per la nostra formazione di cui non ricordiamo granché ma fondamentali per formarci come persone, per il nostro futuro. 

Ci penso spesso anche quando rifletto su Antonio. I primi ricordi che avrà, flash di episodi particolari che vivrà, risaliranno dai 3 anni in sù. Di tutto ciò che sta vivendo adesso nel concreto non ricorderà nulla: i nostri giochi, la pappa, i capricci per fare la doccia, le coccole, i baci, le lotte per andare a letto... Però, però.. tutte queste cose sono fondamentali per farlo crescere, per dargli quell'educazione affettiva che lo farà (spero) diventare un uomo completo, sereno, maturo. 

I primi tre anni di vita sono fondamentali per lo sviluppo cognitivo, relazionale, affettivo dei bambini. 
Non ricorderanno le coccole ma se sono stati bambini coccolati, amati, baciati (si spera) saranno adulti affettuosi, generosi d'animo, aperti alla vita. 

Non solo la "classica" educazione è importantissima nei primi tre anni, ma anche quella alimentare. Noi stiamo molto attenti a quello che mangia Antonio. E' scientificamente provato che il regime alimentare dei primi tre anni di vita influenza la salute a lungo termine e lo sviluppo di eventuali patologie. Parlo con molte mamme e mi pare che l'attenzione posta sull'allattamento e sullo svezzamento sia molto alta (e va benissimo) ma poi cala progressivamente fino a scemare quando il bambino si siede a tavola e mangia quello che mangia tutta la famiglia. Vedo anche troppi bambini a scuola che si rimpinzano di patatine e merendine durante la merenda: e io che credevo fosse una cosa anni '80 e che ora ci fosse più controllo perchè si ha molta più consapevolezza sull'importanza di avere una alimentazione corretta!

Insomma, sono passata dalla fine dell'anno scolastico, ai ricordi, allo sviluppo dei bambini, al regime alimentare.. pensieri in libertà. 

Vi lascio una ricetta che spesso faccio per la nostra colazione. Da ciò che ho scritto potete ben immaginare che noi non compriamo nulla di confezionato tipo merendine, focacce... 
Per la colazione ultimamente mangiamo pane e marmellata e come merenda Antonio mangia frutta e yogurt. 
Per colazione però spesso preparo una torta o un pan brioche dolce, come questo -delizioso- di cui vi lascio ricetta e foto. 


Pan brioche dolce 

500 g di farina
3 cucchiai di zucchero
2 uova 
60 g di burro 
180 ml di latte 
1 cubetto di lievito di birra 
1 vasetto di marmellata 
un pizzico di sale

Sulla planetaria impastare la farina con lo zucchero, il lievito, le uova, il burro a pomata, il latte tiepido. Far lievitare per 1 ora. Trascorso il tempo stendere l’impasto dando una forma rettangolare. Farcire l'impasto con la marmellata. Arrotolare e chiudere a cerchio. Sistemare il rotolo ottenuto in una teglia da ciambella rivestita completamente da carta forno. Praticare dei tagli profondi in superficie e far lievitare per un'altra ora. 
Cucinare in forno preriscaldato statico a 180°C per 25/30 minuti circa. 

ps. Questa ricetta l'ho presa dal web ma non ricordo esattamente dove. L'ho sistemata e cambiata in base alle mie esigenze. 





Pensieri di inizio estate

lunedì 8 giugno 2015

E' sempre possibile nella vita avere un Piano B? Uno di quelli da tirar fuori quando sembra che tutto sia finito? Non sempre è possibile, ma si deve provare, la vita è imprevedibile e spesso, anzi quasi sempre,  le cose non vanno come crediamo. Però può anche accadere che il Piano B si rilevi meglio del previsto e dopo anni ci troviamo a dire... ahh ecco, tutto ha un suo senso, si cade nella vita ma importante è rialzarsi, se non fosse successo quello che è successo magari non sarei qui ora, ma chissà dove, a fare cosa, con chi. 




Pensieri, pensieri di inizio estate, che mi vengono dopo una breve ma bella mini vacanza al mare, di quelle che servono per disintossicarsi dall'umore nero e dalla noia quotidiana. 





Pensieri, pensieri di inizio estate, che mi vengono dopo certi fatti accaduti nelle ultime settimane che coinvolgono me solo superficialmente, perché anni fa fui costretta a fare altre scelte, a mettere in moto il famoso Piano B (che non avevo, ma le risorse delle donne sono infinite..). Se non fosse stato così, se anni fa fossi rimasta dove ero, adesso da questi fatti ne sarei travolta. 

Pensieri, pensieri di inizio estate che mi vengono perché adesso la scuola è finita, devo sbrigare le ultime incombenze scolastiche (registri, voti, scrutini) ma poi ho 3 mesi estivi da passare con i miei amori: quello piccolo e quello grande. 

Pensieri, pensieri di inizio estate che mi vengono pensando a certe persone che per anni non ho di certo amato, ma che ora dentro di me ringrazio perché non posso che pensare che la strada intrapresa difficilmente anni fa, quando tutto mi pareva essermi crollato addosso, mi ha portato a rimettermi a studiare per fare un master, ad insegnare, mi ha portato a curare di più i miei affetti e a non fidarmi del canto delle sirene, mi ha portato ad investire sull'amore e di conseguenza a farmi la famiglia che volevo, che desideravo. All'epoca ho scelto di tenere separate la questione sentimentale da quella lavorativa e su questo ho vinto. All'epoca ho scelto di chiudere con certe persone e di rimettermi in carreggiata da sola e anche su questo ho vinto. Sicuramente c'era il mio papà a vegliare su di me, da poco se ne era andato ma lo sentii protettivo e vicino come non mai. 

Mi sento leggera, serena. 

Buona vita a quelli che cadono ma hanno la forza di rialzarsi! 





Con i bambini gli anni volano, ma gli attimi diventano eternità

lunedì 1 giugno 2015

La quotidianità con i bambini a volte sembra eterna... soprattutto quando si dedica loro molto tempo. Fare e rifare sempre le stesse cose, gli stessi giochi, cantare le stesse canzoni può essere a volte noioso e ripetitivo per noi adulti, ma non per i bimbi che amano le cose che si ripetono, conosciute e di cui possono prevedere il risultato. 
Allo stesso tempo però il tempo con loro vola. E' proprio strana questa cosa. Giorni che passano tutti uguali, pomeriggi di inverno lunghissimi che alle 17 credi già che siano le 19.30.. ed invece no, hai ancora davanti 2 ore lunghissime di costruzioni di torri con cubi colorati e lettura di libriccini con buchi e finestrelle. Ma un giorno ti volti e ti trovi con un bambino che non è più un poppante, ma che parla e che si muove come un piccolo ometto. 

Abbiamo appena passato il compleanno di Antonio questo mese di maggio e ora gli anni sono due. E' una meraviglia vederlo muoversi in autonomia tra gli spazi di casa e il giardino, giocare con altri bambini e da solo. Sentirlo parlare, chiamarci per nome, esprimere gusti e desiderata. 
E' strano per me non essere più al centro del suo mondo, ma è giusto che sia così.. accompagnarlo nella crescita ed educare un cucciolo vuol dire soprattutto renderlo autonomo e non dipendente da noi. 



Siamo entrati nei cosiddetti "terrible two", i terribili due, in cui i bimbi, proprio per provare le prime forme di autonomia, tendono a dire sempre no o ad entrare in conflitto con i genitori per iniziare a staccarsi un po' da loro. Per ora Antonio ha avuto soprattutto uno scatto di crescita fisica: si è molto alzato e mangia con più voracità e porzioni più abbondanti. Siamo ai primi, timidi contrasti, ma, come dicevo prima, sono soprattutto segnali a provare ad essere più autonomo, soprattutto da me. Lui comunque ha sempre il suo carattere molto buono, sereno, gentile. Si può essere gentile a due anni? Si, non credevo, ma si può.

L'unico momento in cui è palese la sua stizza è quando torno a casa dal lavoro e mi tiene un po' di musetti. 
Però adesso ci aspettano 3 mesi di vacanza da passare insieme, io ho praticamente finito a scuola e se ne riparlerà il 1 settembre. 
Spero di riuscire però a trovare il tempo anche per fare qualcosa anche per me, che non sia solo leggere libri in giardino mentre Antonio gioca... :-)

Mi piacerebbe dedicarmi di più alla cura del giardino. Mi fa un po' "vecchia signora" ma è così. Anni fa dell'ordine della casa, del giardino non mi importa niente. Adesso non riesco ad andare a dormire se non ho messo tutto a posto in tutte le stanze di casa!
Ora che sarò a casa cercherò di essere più presente anche tra queste pagine di diario online.

Un bacio a tutti e buon inizio estate!






La natura... poesia enigmatica

lunedì 13 aprile 2015

Sono sempre stata una cittadina, amante della comodità di aver tutto vicino (negozi, servizi, ecc.) e con la possibilità di usufruire delle tante offerte che la città dà. 

Se penso alla mia infanzia, e al tempo speso fuori a giocare, penso subito alla strada dove abitavo da bambina, una via chiusa con poco passaggio di automobili, attorniata da palazzoni degli anni '50-'60. Abitavo al terzo piano senza ascensore e quindi su e giù per le scale più volte al giorno, con la mia mamma che, quando poteva, mi faceva avere le cose che mi servivano attraverso un cestino a cui era attaccato uno spago che veniva calato giù al bisogno per farmi avere merendine, chiavi, un succo di frutta. C'erano tanti bambini che abitavano come me in quella strada.. quanti giochi insieme! Ricordo che una volta, erano i tempi delle Olimpiadi di Seul (1986? o 1988? non ricordo), organizzammo una semplice ma indimenticabile (almeno per me!) Olimpiade per bambini del quartiere. Bei ricordi insomma, ma ciò che più ricordo era l'asfalto. Accidenti se faceva male quando cadevamo dalla bici! E come "friggeva" d'estate... un caldo da morire. 

I miei nonni non abitavano molto distanti da noi, ma stavano in una villetta con un piccolo giardino. Allora mi pareva enorme e bellissimo e amavo andare lì a giocare sul verde, raccogliere i fiori, giocare con gli insettini, osservare insomma la natura di "città". Altroché asfalto! Mi pareva, in quel lembo di terra, di essere in villeggiatura. 




Da quando mi sono sposata ho fatto un cambio totale di vita.. sono andata a vivere fuori città in mezzo alla campagna. Un po' scomodo per il lavoro, siamo senza mezzi pubblici e servizi zero. 

Da quando c'è Antonio però sto riscoprendo quanto può essere bello vivere nel verde. Se io faccio un po' fatica, lui lo adora. E allora penso sempre che è un bambino fortunato...  ha tantissimo spazio verde in cui giocare (non solo il "fazzoletto" di terra che avevano i miei nonni!) tra giardino, frutteto, campi. Ci sono anche tanti animali da compagnia e da cortile. In più, nonostante lo spazio che ha a disposizione tutti i giorni, cerchiamo comunque di fargli vivere sempre nuove esperienze a contatto con la natura: un giro in bosco, una gita al lago, il mare con i bagni d'estate e le passeggiate in inverno, la piscina in inverno (dato che gli piace molto nuotare). 

Soprattutto nei primi 3 anni di vita i bambini conoscono l'ambiente che li circonda attraverso esperienze di tipo sensoriale, esperite, ovviamente, attraverso i 5 sensi. Via libera quindi alla vita in mezzo alla natura che offre al bambino la possibilità di fare una gamma di esperienze che chiuso in casa un bimbo non farebbe mai! 


Vi scrivo tutto ciò per introdurvi ad un articolo che ho scritto per il sito The Womoms dal titolo: Bambini e tecnologia. Ho cercato, in esso, di sintetizzare perchè e come l'esposizione troppo precoce dei bambini a telefonini, tablet, computer ma anche alla TV, sia dannosa e perchè invece bisogna privilegiare le attività all'aria aperta. 

Noi tra poco inizieremo a fare l'orto: io, il nonno e Antonio. Non vedo l'ora! 



Giochi, laboratori e torte!

domenica 22 marzo 2015

Se c'è una cosa che ho sempre amato del mio papà era il suo lato giocoso. Giocava tanto con noi, anche se eravamo due femmine. Ci portava a fare passeggiate quando eravamo piccoline, se andavamo alle giostre si divertiva più lui di noi. Quando ho studiato "Il fanciullino" di Pascoli ho capito che la caratteristica di meravigliarsi delle piccole cose, il saper godere dei semplici giochi dei bambini, rende le persone migliori. Quindi.. evviva il mio papà!
Ho sempre pensato che avrei voluto essere una madre come lui, pronta al gioco, al divertimento sincero con i miei bambini. Senza sforzo, ho sempre giocato con il mio cucciolo fin da quando era piccolino e avevo per lui realizzato il "cestino dei tesori". Non ho mai diretto i suoi giochi, piuttosto mi sono sempre messa lì a fianco a giocare, senza invadenza. 
Adesso che Antonio è più grande stiamo sperimentando insieme attività più impegnative. 
Ecco qualche esempio delle ultime settimane. 

Io ho sempre amato tanto i laboratori creativi: pittura, realizzazione di oggetti con materiale di recupero, pasta di sale, ecc. La scorsa settimana abbiamo fatto il nostro primo laboratorio creativo insieme. Abbiamo realizzato un alberello pasquale: dipinto insieme un ramo raccolto nel frutteto e sistemate nell'albero uova colorate. Un lavoretto semplice da raccontare, ma molto impegnativo per un bambino di neanche due anni! 
Antonio con la zia Giulia

Con molto impegno infila le uova nel ramo



Ultimi ritocchi con mamma

Con questo laboratorio ha sperimentato per la prima volta la pittura, quindi adesso è una delle sue attività preferite! 

Invece per il giorno della festa del papà abbiamo realizzato un dolce insieme per papà Gigi. Di solito io cucino e lui è abituato a gironzolarmi intorno, stavolta è stato molto attivo e partecipe alla realizzazione delle torta perché gli ho spiegato che era speciale, un regalo per il nostro papà. Si è impegnato molto anche stavolta. La torta è venuta un po' pasticciata ma buonissima e il papà Gigi ne è rimasto molto soddisfatto! 




Auguri papà! 



Libri, mare d'inverno e tortine al cioccolato

lunedì 16 marzo 2015

Sono stata fagocitata dalle letture in questo periodo, ed oltre ad un'altra serie di motivi, non sono stata molto presente sul blog nonostante i buoni propositi. 
E' che mi sento sempre un po' in attesa, non mi pare di concretizzare nulla in questo periodo e allora leggo. Leggo, leggo sempre. Almeno mi sembra di fare qualcosa solo per me, non sempre solo per gli altri.
Ho sempre amato leggere, ma a volte non lo faccio con costanza perché vengo presa da altro. Ad esempio, quando ho iniziato a fare corsi di cucina, ho messo da parte i libri per un po' e non ho fatto altro che cucinare. Cucinavo sempre, quello che imparavo a scuola o nuove ricette. Però è la lettura il mio modo preferito di passare il tempo, quindi ad ondate mi succede così.. che passo tutto il mio tempo libero a leggere. Leggo in treno, sul vaporetto, in coda, mentre aspetto che si cucini la cena, prima di dormire. A volte, di pomeriggio, dopo essere stati fuori a giocare con Antonio e Tito, ci mettiamo in camera di Antonio e lui gioca e io, seduta per terra, leggo. Leggo libri di vario genere, testi di studio, fumetti. 
Ecco succede così... 


Scusate la foto poco curata, ma è un'immagine "rubata" da mio marito con il cellulare che ci ha immortalati così un pomeriggio di novembre... me lo ricordo ancora, mi stavo aggiornando sulla didattica prima di iniziare a lavorare nella scuola in cui sono adesso. 
Bellissimo leggere così tanto, ma anche faticoso. Quando c'è qualcosa che mi prende, come in questo periodo, non riesco a dare spazio ad altro e ciò mi esaurisce anche un po'.
A volte mi prende una "smania" di leggere solo i classici, ma alla fine non ci riesco quasi mai. Ne ho letti di classici, ma di solito non solo quelli che mi hanno appassionato di più. E poi c'è sempre il dilemma di lasciare a metà un libro se non piace.. è giusto, non è giusto? Se c'è una cosa che mi fa sentire in colpa è proprio abbandonare i libri. Ma la lettura non deve essere solo un piacere fine a se stesso? Altrimenti che piacere è?

Spero che anche Antonio si appassioni ai libri come me e mi piace che lui mi veda leggere piuttosto che guardare la tv o il pc o il cellulare. Sono tutte azioni che cerco di fare non in sua presenza: le azioni di noi genitori, il nostro modo di essere educano molto di più di tante belle parole.

I libri servono anche a capire le persone... di solito quando sono invitata a casa di qualcuno mi soffermo ad osservare se c'è una libreria e a dare un occhio ai libri che ci sono, così tanto per rendermi conto con chi ho a che fare. Dimmi cosa leggi e ti dirò chi sei... :-)

Ma la vita va avanti nonostante le letture e tra poco più di due settimane sarà il mio compleanno. Come da tradizione blogger (le vere blogger lo fanno sempre!) ho realizzato una wish list ad hoc. Non ho inserito libri... ma solo perché me li compro da sola! Conoscete qualcosa di più sereno che girare in pace per una libreria e scegliersi qualche volume? 


birthday's wish list

Mi piacerebbe ricevere il buonissimo profumo Sì di Giorgio Armani, una Yankee Candle, la pentola fornetto ed i ricambi per il mio Philip Visapure.

Non ci sono solo io, ovviamente, ma continua anche il nostro tran - tran familiare. Ogni week end cerchiamo di fare qualcosa di bello per noi e soprattutto per Antonio, per stare bene insieme facendo sempre qualche nuova esperienza.  
Qualche settimana fa, ad esempio, siamo andati a trovare dei cari amici a Caorle e abbiamo fatto una bella passeggiata al mare. Antonio ama l'acqua, ama il mare, ama andare in piscina. Quando compirà 3 anni lo iscriveremo a nuoto, vorrei assecondare questa sua passione. 
A Caorle è stata dura trattenerlo... voleva tuffarsi, buttarsi in acqua, giocare. 




In quell'occasione, per i nostri amici che hanno anche loro un simpatico e dolcissimo maschietto, uno dei bambini più educati che abbia mai conosciuto, ho preparato dei semplici dolcetti al cioccolato e yogurt adatti anche ai bambini. 

Ecco la ricetta

Dolcetti cioccolato e yogurt

Ingredienti

25 gr di burro
100 gr di zucchero
1 uovo
1 tuorlo
50 ml di olio di semi
1 vasetto di yogurt alla banana
130 gr di farina 00
1/3 di bustina di lievito
30 gr di gocce di cioccolato
1 pizzico di sale

Lavorare il burro morbido con lo zucchero e poi incorporare l'uovo e il tuorlo, poi l'olio, lo yogurt, la farina setacciata, il lievito e il pizzico di sale. Amalgamare bene.
Unire le gocce di cioccolato e versare il composto su stampi per muffin. Il composto deve essere a metà dello stampo, perché l'impasto crescerà in cottura.
Cuocere in forno già riscaldato a 180° per circa 25 minuti.
Sfornare le tortine quando sono tiepide.

Semplice, veloce, un'ottima ricetta... una tortina tirerà l'altra!







27 febbraio: Giornata Internazionale della Lentezza

venerdì 27 febbraio 2015

Oggi 27 febbraio è la giornata della lentezza. Oggi mi sento particolarmente lenta, perché sono rimasta a casa dal lavoro causa notte insonne di malessere. Oggi quindi posso permettermi di essere lenta, non correre come al solito nella mia vita di mamma che lavora.

Ci sono tre riflessioni che mi sono venute mente in questa giornata.

La prima è un consiglio di lettura. E' un libro che lessi io tempo fa appena uscì, ma mi sono ripromessa di riprenderlo in mano stasera prima di dormire: "Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza" di Louis Sepulveda. Una delle frasi che più mi colpì: “Quando un umano faceva domande scomode, del tipo: -È necessario andare così in fretta?- oppure -Abbiamo davvero bisogno di tutte queste cose per essere felici?- Lo chiamavano Ribelle.
Ribelle è chi non accetta di vivere in fretta. chi non vuole essere schiavo di ciò che possiede, chi cerca la felicità nella semplicità. Come amo la semplicità, non nel senso dispregiativo di semplicismo, bensì semplicità nel suo significato più nobile. Pensate a quando cercata e trovate la soluzione ad un annoso problema: di solito la sua soluzione è la più semplice, trasparente, utile. Pensate a quanto sono migliori le persone più semplici: quelle oneste, quelle che non hanno niente da nascondere, quelle che quello che pensano lo dicono, senza inutili complicazioni, giri di parole. Pensate all'oratore migliore che voi abbiate mai sentito: di certo non è quello che si arrampica sugli specchi o che vi ubriaca di parole e non c'entra mai il punto, ma colui che in poche parole semplici si fa capire da tutti e arriva al cuore delle persone, non solo alle orecchie.



La seconda riflessione che mi sono concessa oggi, mooolto lentamente, mentre ero in sala d'attesa del mio medico, è dove ho imparato io a fermarmi ed acquisire tempi più lenti. Sicuramente nel periodo che ho passato in Kosovo.
Io sono sempre stata una frenetica, una che 100 cose le pensa e 200 ne fa. Adesso che ho un bambino piccolo e ho DOVUTO  rallentare i tempi ce l'ho fatta senza "sclerare" perchè alle spalle ho avuto un buon tirocinio. Alcuni anni gli ho passati nel Balcani seguendo come educatrice dei progetti di sviluppo. Arrivai lì e la prima cosa su cui mi scontrai (ce ne furono anche milioni di altre!) fu proprio abituarmi ai ritmi più lenti. Nei Balcani (ma anche in Medio Oriente ho riscontrato, successivamente, ciò) in qualsiasi incontro, anche di lavoro, bisogna prendersi il tempo per salutarsi bene, chiedendosi reciprocamente e premurosamente informazioni sulla salute e sulla salute dei vari familiari. Poi bisogna sedersi, guai a stare i piedi, e prendere almeno un caffè insieme. Mediamente gli incontri non possono durare meno di due ore perché tutte le decisioni devono essere prese con la dovuta calma. Ritmi levantini, insomma, distanti anni luce da quello a cui siamo abituati noi. E per fortuna che noi non siamo come i paesi nordici e anglosassoni dove si arriva a bere e mangiare per strada camminando. My God, non ci riuscirei mai... dopo il Kosovo è diventato quasi impossibile per me prendere un caffè volante al bancone del bar, figurarsi ingurgitare un caffè beverone sulla tazza di carta di Starbucks mentre corro a prendere la metro!

Il caffè nei Balcani: alla turca e molto lento!

La terza, e ultima riflessione che vi lascio, è su cosa possiamo fare noi per acquisire ritmi più lenti, più umani, più semplici. Non è facile di questi tempi, lo so. Finché si è mamme con bambini piccoli in maternità la lentezza è d'obbligo. Ricordo che noi i primi mesi facevamo brevi passeggiate, tutto molto lento, parole sussurrate,  niente televisione perché  troppo frenetica, rumorosa, invadente. Ma appena si torna a lavorare dalla maternità tutto diventa ad incastro e tutto sembra essere una corsa contro il tempo. Che fare allora? Sicuramente dedicare tempo a giocare con i nostri bambini. Io passo tutto il pomeriggio con Antonio e lui può passare anche lunghi momenti a giocare solo con una macchinina o a guardare fuori dalla finestra. Una mia carissima amica una volta mi disse "Antonio sembra un bambino d'altri tempi", Penso che mai definizione fu più azzeccata: aborro la precocità a cui sono chiamati i nostri bambini proprio perché sono immersi nel fare troppe cose o bombardati da troppi stimoli. Anche stare con animali ci può aiutare. Portare a passeggio il nostro cane, accarezzare il gatto che fa le fusa, guardar giocare bambini con animali.. non è un pausa di lentezza e di buon vivere meraviglioso? 



Ma c'è una cosa che più mi viene in mente di aver fatto negli ultimi anni che richiede lentezza, pazienza, dedizione: l'orto! Fa ridere? Probabilmente sì, ma è vero. Io sono sempre stata una cittadina ma da quando sono venuta a vivere fuori città, nel paese di mio marito, ho dovuto fare i conti con spazi molto larghi. Altroché strade, case una accanto all'altra, traffico, tanta gente. Qui tutto è più lento, molto più legato alle stagioni che passano. Una cosa che ho iniziato a fare la prima estate che ho passato qui è stato proprio l'orto, io che proprio le mani sulla terra non avevo mai messo! Che bello, che soddisfazione scegliere che verdure piantare, seminarle scegliendo il mese più adatto, aspettare i primi germogli, curare l'orto dalle erbacce, raccogliere i frutti del proprio lavoro. Una meraviglia, un sentirsi più sereni, tranquilli, che non credevo. 
Quello che aspetto ora è l'arrivo della primavera per fare l'orto della stagione insieme ad Antonio. Speriamo che sia per lui scuola di lentezza e dedizione, come lo è stato per me. 



Torta al limone e pensieri di mamma

domenica 22 febbraio 2015

Nello scorso post ho scritto della mia paura di perdermi la crescita del mio bimbo e del fatto che cerco di stare con lui il più possibile. Sarà che ho la mia età e tutto quello che dovevo fare l'ho fatto in passato, sarà che comunque non ho mai avuto la passione per le seratone e scatenarmi nella movida, fatto sta che praticamente non si esce mai qui la sera e mi trovo ad andare a letto alle 21 massimo 21.30, roba che neanche alle medie! :-) Quello che sento più la mancanza però è avere un po' di tempo per me, per coltivare delle mie cose solo mie. Mi trovo a chiedermi spesso a come era la mia vita prima di essere mamma, cosa facevo quando tornavo a casa. Faccio fatica a ricordarlo, davvero. Ricordo bene però che ho sempre fatto tanti corsi, ho sempre studiato tanto, letto bei libri, cucinato tante buone cosette soprattutto dolci. Ora è tutto un tempo rubato quello che riesco a ritagliarmi, anche ora che scrivo lo posso fare perché il piccolo dorme il sonno dei giusti nel suo sonnellino pomeridiano! Diciamo che oscillo un po' tra la voglia di avere di nuovo tempo per me e coltivare uno spazio tutto mio con un figlio grandicello che fa le sue cose e il desiderio di godermi ogni istante prezioso con un piccolo che dice 1000 volte al giorno mamma e che mi vuole tutta per lui.

Ogni mattina prendo il vaporetto per andare al lavoro. C'è una ragazza che vedo se riesco a prendere il vaporetto un po' prima del mio solito... non ci avevo mai fatto caso a lei, era uno dei tanti pendolari, finché casualità volle che un giorno mi misi vicino a lei e che proprio quel giorno lei incontrò una amica e si misero a chiacchierare. Ora, io non sono proprio un'impicciona, proprio no. Erano vicine a me ed era impossibile non ascoltare. Quante volte ci capita? sempre direi. Di solito però sono discorsi ascoltati con noia e perché non si può fare altrimenti, dato la vicinanza forzata tipo sardine in una scatoletta. Quel giorno però la ragazza raccontò all'amica di aver un bambino piccolo (se ho capito bene più o meno dell'età del mio) e che non ce la faceva più a lavorare perchè sentiva di perdersi tutto di lui, di sentirsi un fallimento perchè spendeva le sue giornate al lavoro invece di stare con suo figlio che aveva bisogno di lei e che era un'ingiustizia mettere al mondo un figlio e poi lasciarlo crescere con altri. Io credo di aver avuto una stretta al cuore. Avrei voluto dirle di no, che non era un fallimento, che era una mamma meravigliosa! Aggiunse che aveva scritto da un po' una lettera di licenziamento che però aveva in borsa e non aveva coraggio di consegnare al suo capo. Le mattina che la vedo penso sempre... accidenti, non hai ancora consegnato quella lettera. Fallo! Non sentirti inadeguata, piuttosto sii coraggiosa se è questo che vuoi. Mi piacerebbe parlarle, dirle che è vero che questo è un periodo di schifo con il lavoro ma che per questo non possiamo accettare tutto e che se altre cose sono più importanti è meglio dare a loro la precedenza.

Come ho già scritto in passato, a differenza di questa ragazza che lavora fuori casa fino a sera, io sono a casa presto e posso godermi bene il mio bambino. Però ci sono cose su cui non transigo. Non è solo la quantità del tempo ma anche la qualità del tempo che dedichiamo loro che è importante. Se poi siamo stanchi, nervosi, non abbiamo voglia di giocare con loro, di dedicarci a loro... non serve a molto passare ore insieme. Ad esempio, c'è una cosa che secondo me è importantissima. A tavola si mangia insieme, in compagnia delle nostre chiacchiere e non della tv o con l'occhio sempre sui telefonini. Ci sono pochi momenti di condivisione, almeno i pasti cerchiamo di goderceli. Anche se un bimbo è piccolo, appena è in grado di stare nel seggiolone può partecipare anche lui a questo momento. Antonio mangia ormai da tanto con noi, sono da evitare quelle cose tristi dei bambini che mangiano prima e dopo mangiano i genitori. Si impara già da piccoli a stare seduti, a condividere insieme. Provate a guardarvi in giro quando andate fuori al ristorante. Quasi tutte le famiglie con bambini piazzano i figli davanti tablet o telefoni pur di stare tranquilli e mangiare. Sacrosanto il bisogno di tranquillità dei genitori, non lo metto in dubbio. Ma se vi ricordate bene noi quando si era piccoli facevamo le lotte con i nostri genitori che ci obbligavano a stare seduti un po' composti a tavola. Provavamo ad usare le posate abbastanza presto, ora invece i genitori vanno avanti ad imboccare i figli che mangiano davanti ad uno schermo ma almeno stanno buoni. Qui viene fuori tutta la pedagogista che c'è in me, scusate, ma certe scene tristi e ben poco educative mi fanno stare male!
Oltre a mangiare e parlare a tavola si può fare anche qualcosa di divertente insieme. Antonio ultimamente ha la passione dei travasi, mentre guardate proprio oggi a pranzo cosa abbiamo fatto: decorato un'arancia con i chiodi di garofano!



Anche condividere una buona torta è sempre un bel momento. Sia farla insieme che mangiarla! Da quando anche Antonio mangia i miei dolci non faccio più le torte elaborate di una volta (Gigi mi chiede sempre dolci con la crema, per un po' sarà ancora no!) ma torte semplici di cui può seguire la preparazione e che può anche lui gustare senza problemi. Di solito faccio una torta alla settimana, a volte anche due alla settimana!
La torta di oggi è: torta soffice al limone.





Torta soffice al limone 

Ingredienti: 300 gr farina, 2 uova. 3 uova, 100 gr burro, 2 limoni, 1 bustina lievito, 1 bicchiere latte, zeste di un limone, zucchero a velo. 

In una ciotola sbattiamo insieme i tuorli e lo zucchero. Aggiungiamo la farina, il lievito, il burro a pomata, il latte, il succo dei limoni, le zeste di limone. Impastare bene. Montare gli albumi a neve ed incorporarli all'impasto. 


Versate il composto all'interno di uno stampo per torte che avrete precedentemente foderato con la carta da forno, infornate per 30 minuti a 180 gradi. 
Una bella spolverata di zucchero a velo.. et voilà

Buona la torta della mamma!





Buoni propositi disattesi, mamme imperfette e carnevale

lunedì 16 febbraio 2015

Facciamo il punto sui buoni propositi da me individuati ad inizio anno? 
Eccoli 

1- dieta e movimento - non mantenuto. 
2-imparare a fare le divisioni a più cifre - ok imparato, ringraziano i miei alunni. 
3-riprendere a fare corsi di italiano per stranieri - ricevuta una proposta di corso ma ho dovuto dire no per incompatibilità con gli impegni di lavoro e famiglia. 
4- ritagliarmi lo spazio per fare qualcosa solo per me, solo mio - almeno in treno leggo e mi riposo. 
5- meno internet e più libri - ok fatto, infatti il blog è stato messo in salamoia per un mese e io mi sveglio anche prima del solito pur di leggere un po'. 
6- dedicarmi sempre tanto alla mia famiglia - dovrei stare a casa e non lavorare! 
7- aggiornare più spesso il mio blog - vedi il punto 5....
8- avere più pazienza con gli anziani - ne vedo pochi, in compenso devo gestire diversi bambini scalmanati. 
9- coccolare di più il mio cane - ok fatto. 
10- comprare meno cose inutili - se non ci fosse in stazione un negozio Tiger sarebbe più facile...

Diciamo che il proposito di seguire il blog forse è quello più disatteso (dieta e movimento non contano... tutti li mettono come buoni propositi ma praticamente nessuno ce la fa!), ma il tempo veramente è tiranno in questo periodo. Torno da scuola alle 14, mangio in fretta e metto a letto Antonio. Ho circa 1 ora e mezza di tempo per fare tutto quello che di solito una persona senza figli riesce a fare nell'arco di più ore (riposare, andare al bagno, sistemare casa, preparare cose per la scuola, leggere, fare lavatrici, scrivere il blog, fare ricerche su internet, ecc.), poi Antonio si sveglia e io sono di corvée  finché non riprende sonno la sera: facciamo la merenda, giochiamo, usciamo, guardiamo un po' di tv (pochissima! circa 20-30 minuti al giorno per Antonio, non di più), facciamo la cena, mangiamo, balliamo, facciamo tante coccole, ecc. Il fatto è... il fatto è... che non mi va di perdere nessun minuto che posso dedicare al mio bambino. è una cosa più forte di me, non ci riesco. Sono anche fortunatissima, lo so, perché lavoro solo di mattina e ho tanto tempo da dedicare a lui. Inoltre ho ripreso a lavorare che lui aveva già un anno e mezzo e non è poco, conosco tante mamme meravigliose che hanno iniziato a lavorare molto prima di me. Lavorando a scuola poi ho tante vacanze, anche in questi giorni sono a casa per carnevale. Ma il tempo non mi basta mai, mi sembra sempre di sprecarlo se non stiamo insieme. Questo è anche uno dei motivi che mi fanno dire no all'idea di fare un altro bambino... dovrei fermarmi per altri due anni, non andare a lavorare per stare in maternità. Altri due anni ferma però non so se potrei permettermelo... :-( 

Ok, dopo tutta questa filippica per spiegare perché ultimamente mi sono data alla macchia... mi rifaccio con una bella carrellata di fotografie che ho fatto io in giro per Venezia durante il Carnevale. E' uscito anche un mio post sul sito The Womoms sul Carnevale... 
baci a tutti! 




















Blue monday

domenica 18 gennaio 2015

Non ho amato mai il mese di gennaio, mai. Non credo lo riabiliterò nel corso della mia esistenza. Come fa, alle persone come me a cui piace tanto il Natale, piacere questo mese? Lungo, freddo, post vacanze, triste, a scuola si lavora un sacco.. chi più ne ha più ne metta. Per aggiungere peggio al peggio ho scoperto che domani, ossia il terzo lunedì del mese di gennaio, è stato individuato (da non so bene quali parrucconi scienziati inglesi), come il giorno più deprimente dell'anno. Domani è blue monday. Serve dire le ragioni? Facilmente individuabili... il lunedì è un giorno difficile per la maggior parte delle persone, ma ciò si aggiunge al fatto che è abbastanza lontano dalle vacanze di Natale quindi è passata la sbornia vacanziera, si tirano le prime somme sui buoni propositi di inizio anno.. e solitamente sono già disattesi, le condizioni meteorologiche sono avverse, il debito accumulato per i regali di Natale si fa sentire... Insomma potete crederci o no, essere d'accordo o meno, ma tant'è, capita proprio domani e io intendo attrezzarmi. Come? Credo che ci possano essere diversi modi: 
1- passarlo a letto tutto il giorno (impossibile, devo lavorare e con il bimbo non potrei mai concedermi questo lusso. Opzione per me scartata); 
2- buttarmi giù il più possibile fino a rasentare il ridicolo, il patetico e così "mandarla in vacca" totalmente: la giornata, la teoria dei parrucconi inglesi, il lunedì, il mese di gennaio...  Dante ci insegna che la legge del contrappasso può essere anche per analogia. Magari alla fine potrei essere contenta di questo blue monday
3- reagire e rendere la giornata di domani, se non una indimenticabile giornata, almeno una bella giornata. Non dico normale, ma bella! Altrimenti che reazione sarebbe? Conoscendomi opterò per questa opzione. Che farò? Mah, potrei stamparmi un bel sorriso in faccia già da prima mattina. Invece di passare il tempo a guardare internet sul cellulare, mentre sono sui mezzi pubblici per andare al lavoro, potrei guardare fuori o anche solo guardare le altre persone vicino a me (che già so saranno tutte sul loro cellulare.. pazienza). Vestirmi colorata... perché no? Sempre di nero, blu, d'inverno. Oserò magari un rosso, un giallo, come d'estate. Potrei preparare qualcosa di buono, di speciale da mangiare. 
Una cosa sicuramente so che farò, tornata a casa dal lavoro ci sarà un piccolo uomo che mi verrà incontro all'ingresso appena varcherò la porta di casa. Lo prenderò e me lo spupazzerò di baci e per il resto del pomeriggio non ce ne sarà per nessuno. No compiti da fare, casa da sistemare, registri informatici da compilare... almeno il pomeriggio del mio blue monday lo passerò solo a giocare, a costruire lego, a ballare e cantare. Non c'è prospettiva migliore! 

Intanto io mi sono portata avanti e per domani avremo un'ottima torta come merenda, così da affrontare al meglio il nostro blue monday

Torta di mele meringata (... anti blue monday!) 

Una base di pasta frolla 
2 mele
30 gr di burro 
2 albumi d'uovo
un pizzico di sale
100 gr di zucchero a velo 

La pasta frolla l'ho fatta seguendo la mia solita ricetta, che potete trovare qui
Dopo aver fatto riposare la frolla, l'ho stesa sulla teglia, ho bucherellato il fondo e ho messo dei biscotti secchi sbriciolati. Ho tagliato le mele a fettine e adagiate sulla frolla. Ho spolverato le mele con dello zucchero e vi ho versato sopra il burro fuso. Messo in forno a 180° per 20 minuti. Nel frattempo ho montato a neve gli albumi con un pizzico di sale e poi ho aggiunto lo zucchero a velo e continuato a montare. Passati i 20 minuti ho tirato fuori la torta, distribuita sopra uniformemente la meringa e messa in forno per altri 20 minuti circa. 




#imiei15prodotti

giovedì 15 gennaio 2015

Oggi un post un po' diverso dal solito... più divertente e sicuramente più frivolo!
Qualche mese le mamme (e non solo mamme...) blogger sui blog o su Instagram hanno "taggato" foto, post e/o video sui 15 prodotti di bellezza che usano nella loro routine quotidiana. E' stato creato anche un hastag #imiei15prodotti. Con almeno 2 mesi di ritardo, ci provo anche io. Vorrei anche parlare di cose un po' più leggere nel blog e, dato che non sono solo mamma, per una volta parlo solo di me e non di mio figlio o di pedagogia o di ricette! 

Ecco i miei 15 prodotti.



In linea di massima cerco di utilizzare buoni prodotti, non super costosi ma nemmeno da supermercato.

Moltissime cose le compro all'estero, prodotti tedeschi della linea Alverde - prodotti naturali. Si trovano in Germania, Austria, Slovenia, Croazia... solitamente andiamo per le ferie all'estero almeno un paio di volte l'anno e io e mio marito facciamo incetta di prodotti di questa marca sia per noi che per nostro figlio. E' un ottima marca che utilizza solo ingredienti naturali, privi di conservanti, profumi sintetici e quindi con un ottimo inci. Ultimo, ma non meno importante, non sono affatto costosi. 

Della linea Alverde utilizzo quotidianamente: una schiuma per lavare il viso adatta a pelli miste (il flacone con il tappo verde fosforescente), il sapone, il bagnoschiuma, il deodorante ed i trucchi. Di solito non mi trucco molto durante la settimana. Lavoro come insegnante e la sobrietà è d'obbligo, quindi quotidianamente utilizzo solo un fondotinta e della cipria. Ogni mattina uso sempre del burro cacao, è quello che nella foto sembra un rossetto e la marca è di Elizabeth Arden. Di sera o nel week end spesso metto le lenti a contatto e quindi utilizzo anche degli ombretti, del rimmel o della matita occhi, oltre anche del lucidalabbra o rossetto. Tutte cose che nella foto non ho inserito perché appunto non fanno parte della mia routine quotidiana! Ho inserito invece lo smalto perché di solito lo metto sempre, per la settimana un rosa semplice è l'ideale, mentre per la sera e quando non sono a scuola oso anche colori più forti come rosso, nero, viola..

Per i capelli utilizzo un ottimo shampoo comprato direttamente dalla mia parrucchiera di fiducia della linea Monacelli Italia. E' un po' complicato da mettere perché bisogna metterlo a raggiera a capelli asciutti, poi farlo schiumare... In effetti questo prodotto non lo uso quotidianamente ma lo alterno con uno shampoo neutro della linea Viviverde coop. I capelli li lavo un giorno si ed uno no. Sempre della linea Viviverde coop utilizzo il latte detergente per la pulizia del viso alla sera. Combinato a questo da Natale, ossia da quando l'ho ricevuto in regalo da mio marito, uso il Visapure della Philip (l'aggeggio  in azzurro al centro della foto) per la pulizia profonda del viso. Come crema viso utilizzo sempre prodotti dell'Erbolario, in questo periodo sto utilizzando la crema Acido Ialuronico.

Infine mi lavo i denti con il dentifricio Marvins, utilizzo tutti i giorni la Saugella e, d'inverno, una crema mani. 

Bimbi viziati? No grazie!

lunedì 12 gennaio 2015

Il 1 gennaio scrissi su facebook i miei buoni propositi per l'anno 2015... li trascrivo qui, perchè riguardano anche il blog. 

Buoni propositi per l'anno 2015... 1- dieta e movimento 2-imparare a fare le divisioni a più cifre 3-riprendere a fare corsi di italiano per stranieri 4- ritagliarmi lo spazio per fare qualcosa solo per me, solo mio 5- meno internet e più libri 6- dedicarmi sempre tanto alla mia famiglia 7- aggiornare più spesso il mio blog 8- avere più pazienza con gli anziani 9- coccolare di più il mio cane 10- comprare meno cose inutili. 

Senza entrare nel merito di ciascun proposito, ma rimanendo sul blog, ammetto di averlo un po' trascurato ultimamente. Mi dispiace perché ci sono molte persone che mi scrivono o amici/amiche che incontro che mi dicono che mi leggono.. vorrei essere più presente, ma tra lavoro e casa spesso non è facile ritagliarsi del tempo. Sono anche molto fortunata perché lavorando a scuola, dalle 14 del pomeriggio sono a casa. Ma il tempo è sempre tiranno e ci sono sempre mille cose da fare. Tutta questa frenesia non mi piace affatto, inoltre sento sempre di più che mi manca qualcosa, che inizia a starmi stretta la vita casa-lavoro-casa. In effetti non l'ho mai fatta e ho sempre coltivato tante passioni ed interessi e, se appena mi sentivo un po' annoiata, mi organizzavo per fare qualcosa via, altrove. Ora non è possibile: oneri ed onori dell'essere mamma. So però che questo tempo prezioso che dedico alla mia famiglia è, per l'appunto, prezioso perché non tornerà più e il mio piccolo crescerà (anzi sta già crescendo!) alla velocità della luce e già tra pochi anni avrò sicuramente più tempo da dedicare ai miei interessi. 

Per iniziare alla grande il nuovo anno anche sul mio blog, riporto qui un mio articolo uscito oggi nel sito The Womoms. Lungi da me il dare ricette preconfezionate sull'educazione dei propri figli è piuttosto un articolo che cerca di offrire degli spunti su una questione spinosa in tema di bambini: i bimbi viziati. Spero che possa tornare utile alle mamme e ai papà e se c'è qualcosa che volete dirmi o chiedermi... come sempre sono a disposizione. un abbraccio a tutti e buon anno! 


Bimbi viziati? No grazie! 

Negli ultimi anni, anche grazie a libri alla portata di tutti, si sta sempre più chiarendo l’idea che non è con l’amore che si viziano i bambini, ma ci vuole ben altro per farli diventare viziati, noiosi, antipatici. Libri come “Besame mucho” di Gonzales o quelli di Giorgia Crozza tipo “Bebè a costo zero” sono promotori di una educazione fondata sul rispetto e l’amore per i nostri figli. Non si vizia un bambino tenendolo troppo in braccio se è piccolo o facendo cosleeping nel primo anno di vita.
Ma chi non ama i propri figli? Forse però qualche comportamento scorretto c’è, nella nostra manifestazione d’amore, se sempre più spesso si vedono bambini che tiranneggiano i genitori o gli altri bambini.
Tutti abbiamo un’idea diversa su come si viziano i bambini, però tutti siamo in capaci di riconoscere un bambino quando è viziato.  Un bimbo viziato è chiuso, poco incline a condividere con gli altri, scostante, imbronciato. Tiranneggia i genitori con i suoi capricci e di solito, questi, cedono alle sue richieste perché credono sia il miglior modo per farla finita velocemente.  
Ecco innanzitutto vi consiglio di non cedere. Siamo noi i genitori, siamo noi che dobbiamo tenere la barra del comando. Il lavoro però deve essere di squadra, mamma e papà devono essere coesi e complici nel proporre una linea educativa, non si possono dare messaggi contrastanti ai nostri bambini con mamma che dice una cosa e magari papà che la smentisce e dice il contrario. I bambini ci sfidano, ma lo fanno perché riconoscono in noi l’autorevolezza nel guidarli per il loro bene. Le prescrizioni che noi riteniamo giuste per la loro educazione devono essere delle regole semplici, condivise, spiegate. Niente di impossibile per loro, niente calato dall’alto senza essere stato spiegato, imposto senza essere contestualizzato. Dire ad un bambino “questo no perché no”, senza alcuna spiegazione, senza alcun richiamo ad una regola condivisa, non sarà mai capito e porterà inevitabilmente ad escalation di pianti e capricci. Inoltre è ben poco rispettoso nei suoi riguardi! Crescere un bambino è un progetto di crescita comune come coppia e come famiglia, niente va lasciato al caso e siamo anche noi genitori ad essere educati in questo percorso. Cercate di evitare punizioni verbali e fisiche, soprattutto se il bimbo è piccolino. La gentilezza deve guidarvi sempre. Un bambino abituato ad essere trattato con gentilezza, non sarà mai maleducato e prepotente. Piuttosto cercate di impostare la vostra azione educativa sulle regole (come appena spiegato) e sui rituali. Il rituale possiamo definirlo come un gesto che si ripete per confermare simbolicamente i legami in famiglia. Un esempio concreto può essere: l’ora della nanna alle 21 (regola), lettura della fiaba insieme (rituale). Regole e rituali vanno di pari passo, il rituale può aiutare molto a “far digerire” alcune regole non facili per i bimbi.
Non riempite i vostri figli di oggetti inutili. Dedicateli piuttosto tempo, amore, dedizione. Cercate di fare delle cose insieme, ritagliandovi, durante il giorno, del tempo da passare insieme. Amate i vostri figli ma non soffocateli! Devono fare le loro esperienze sempre più in autonomia e l’amore è anche lasciarli andare pian piano e vederli crescere e staccarsi da noi. Ad esempio il cospleeping va bene nel primo anno di vita, per soddisfare i bisogni di contatto ed intimità, ma dai tre anni il bambino deve dormire nel suo lettino, nella sua stanza. Età diversa, bisogni diversi, rivolti sempre più al distacco ed all'autonomia.
Un bambino amato, ma non soffocato, che vive in un ambiente sereno, con mamma e papà coesi nella loro azione educativa, trattato con gentilezza, abituato a regole e rituali, sarà un bambino generoso, affettuoso, preparato a condividere… non sarà mai un bambino viziato!