La natura... poesia enigmatica

lunedì 13 aprile 2015

Sono sempre stata una cittadina, amante della comodità di aver tutto vicino (negozi, servizi, ecc.) e con la possibilità di usufruire delle tante offerte che la città dà. 

Se penso alla mia infanzia, e al tempo speso fuori a giocare, penso subito alla strada dove abitavo da bambina, una via chiusa con poco passaggio di automobili, attorniata da palazzoni degli anni '50-'60. Abitavo al terzo piano senza ascensore e quindi su e giù per le scale più volte al giorno, con la mia mamma che, quando poteva, mi faceva avere le cose che mi servivano attraverso un cestino a cui era attaccato uno spago che veniva calato giù al bisogno per farmi avere merendine, chiavi, un succo di frutta. C'erano tanti bambini che abitavano come me in quella strada.. quanti giochi insieme! Ricordo che una volta, erano i tempi delle Olimpiadi di Seul (1986? o 1988? non ricordo), organizzammo una semplice ma indimenticabile (almeno per me!) Olimpiade per bambini del quartiere. Bei ricordi insomma, ma ciò che più ricordo era l'asfalto. Accidenti se faceva male quando cadevamo dalla bici! E come "friggeva" d'estate... un caldo da morire. 

I miei nonni non abitavano molto distanti da noi, ma stavano in una villetta con un piccolo giardino. Allora mi pareva enorme e bellissimo e amavo andare lì a giocare sul verde, raccogliere i fiori, giocare con gli insettini, osservare insomma la natura di "città". Altroché asfalto! Mi pareva, in quel lembo di terra, di essere in villeggiatura. 




Da quando mi sono sposata ho fatto un cambio totale di vita.. sono andata a vivere fuori città in mezzo alla campagna. Un po' scomodo per il lavoro, siamo senza mezzi pubblici e servizi zero. 

Da quando c'è Antonio però sto riscoprendo quanto può essere bello vivere nel verde. Se io faccio un po' fatica, lui lo adora. E allora penso sempre che è un bambino fortunato...  ha tantissimo spazio verde in cui giocare (non solo il "fazzoletto" di terra che avevano i miei nonni!) tra giardino, frutteto, campi. Ci sono anche tanti animali da compagnia e da cortile. In più, nonostante lo spazio che ha a disposizione tutti i giorni, cerchiamo comunque di fargli vivere sempre nuove esperienze a contatto con la natura: un giro in bosco, una gita al lago, il mare con i bagni d'estate e le passeggiate in inverno, la piscina in inverno (dato che gli piace molto nuotare). 

Soprattutto nei primi 3 anni di vita i bambini conoscono l'ambiente che li circonda attraverso esperienze di tipo sensoriale, esperite, ovviamente, attraverso i 5 sensi. Via libera quindi alla vita in mezzo alla natura che offre al bambino la possibilità di fare una gamma di esperienze che chiuso in casa un bimbo non farebbe mai! 


Vi scrivo tutto ciò per introdurvi ad un articolo che ho scritto per il sito The Womoms dal titolo: Bambini e tecnologia. Ho cercato, in esso, di sintetizzare perchè e come l'esposizione troppo precoce dei bambini a telefonini, tablet, computer ma anche alla TV, sia dannosa e perchè invece bisogna privilegiare le attività all'aria aperta. 

Noi tra poco inizieremo a fare l'orto: io, il nonno e Antonio. Non vedo l'ora!