In un piccolo paese c’è tanta piccola gente che fa tante piccole cose che fanno cambiare il mondo

lunedì 27 giugno 2016

Finalmente riesco a trovare un po' di tempo per scrivere! E solo perchè il mio piccolo Antonio è all'asilo e la nostra bimba bielorussa è al suo primo giorno di centro estivo. Così io tiro un po' il fiato, mi riposo un po' e soprattutto mi prendo un po' di tempo per riflettere su questa esperienza di affido. Riposare in una casa silenziosa per qualche ora mi ci voleva proprio. 



La nostra Svietlana è arrivata da poco meno di una settimana ma ci ha già conquistato tutti. E' una bambina dolce ma allo stesso tempo si vede che è di tempra forte. I primi giorni abbiamo dovuto rompere il ghiaccio, era molto timida e riservata. Adesso è molto più a suo agio, riusciamo a comunicare di più, è più serena e sorridente. L'ho già portata al mare e là ha dato il meglio di sé, praticamente è stata sempre in acqua con un sorriso perenne stampato in viso. Era una gioia vederla. 




E' arrivata qui secca, smunta e tutta gobba, ora ha già acquistato colore, sta più dritta e mi sembra sia già più in carne. La mancanza di vitamine, proteine c'è e si vede: come gli altri bambini che sono arrivati con lei grazie all'Associazione Aiutiamoli a Vivere, è una bambina debilitata con carenze alimentari e soprattutto di cibo ed aria non contaminati. Sembra però che già un mese in Italia li aiuti a smaltire anche fino al 70% delle contaminazioni dovute ancora a quella maledetta nube di Chernobyl del 1986. 

E noi come la viviamo questa accoglienza? E' un percorso non è facile, faticoso, pieno di dubbi. Sei coinvolto totalmente giorno e notte e coinvolgi anche la tua famiglia in questa scelta di accoglienza. Però, però, però... la gioia di vederla stare meglio mi fa felice come se fosse figlia mia e l'affetto che lei ci dona con la sua presenza è tantissimo. Ha conquistato anche mio marito che non è proprio un tipetto facile. Antonio sta reagendo come un po' me l'aspettavo (e speravo...): in maniera generosa e affettuosa come solo i bambini sanno fare. Non nego che ad un'esperienza così ho aderito anche per lui. E' figlio unico e l'idea che cresca viziato mi preoccupa sempre. I bambini vanno educati fin da piccolissimi, soprattutto se figli unici, a condividere le cose, a gestire le  frustrazioni di non avere tutto e subito ma di imparare ad aspettare il proprio turno o non avere tutto quello che si desidera. Parole facili a dirsi.. più difficile da farsi nella quotidianità. Quante volte molliamo su un capriccio perché magari siamo stanchi, appena tornati dal lavoro e non vogliamo metterci là a combattere? Invece la differenza tra allevare ed educare i figli si gioca molto in questi momenti. 
Infine, ricordiamoci sempre che le abilità sociali, ossia il relazionarsi con gli altri, non sono abilità innate ma sono totalmente apprese: se vogliamo che i nostri figli siano aperti, generosi, accoglienti dobbiamo educarli noi ad essere così. 



Antonio con la sua generosità e simpatia coinvolge costantemente nella vita di casa la nostra Svietlana. Per lui il temuto "è mio!" non esiste, condivide tutto con grande entusiasmo e si vede che le è già molto affezionato. Speriamo continui così! 


2 commenti

  1. Ma che splendida iniziativa! Sicuramente arricchirà spiritualmente sia lei che voi! E lei anche in salute ovviamente. Viene rabbia se si pensa a quanti bambini nel mondo non possono crescere felici e spensierati come i nostri. E' bellissimo poter fare qualcosa nel proprio piccolo!

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  2. grazie Claudia delle belle parole... mi pare di fare sempre poco per le possibilità che ho. un bacio a te e al tuo cucciolo

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